Libri di Adriana Polveroni

Bibliografia di Adriana Polveroni: tutti i libri in vendita online editi da Silvana

LIBRO   9788836618897

Flavio De Marco. Vedute. Ediz. italiana e inglese. Con CD Audio Polveroni Adriana  Nori Paolo  Teardo Teho   -  Silvana, 2010  - 

La ricerca artistica di Flavio de Marco è focalizzata sull'esperienza del paesaggio attraverso il linguaggio della pittura. Il progetto contenuto nel presente volume si propone come sviluppo della sua ricerca pittorica che rispetto alla caratterizzazione del suo lavoro dalla fine degli anni novanta in avanti - si apre a nuove forme di rappresentazione a partire da un'esperienza in differita: fotografie, manifesti e dépliant pubblicitari, mappe, marine e guide turistiche, immagini dalla storia dell'arte, astrazioni cromatiche, copie di dipinti. La mostra presentata alla Collezione Maramotti consta di ventiquattro opere tra tele di grande dimensione e altre in formato cartolina sul tema della veduta nelle sei città in cui l'artista ha vissuto: Bologna, Lecce, Milano, Londra, Roma, Berlino. Il progetto si arricchisce della collaborazione di Teho Teardo e Paolo Nori che, invitati dall'artista, hanno sviluppato in parallelo una propria visione di queste città, ognuno dal proprio ambito di ricerca: musicale il primo e letterario il secondo.

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LIBRO   9788836614424

Lo Sboom. Il decennio dell'arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale Polveroni Adriana   -  Silvana, 2009  -  Fabbricanti Di Universi.Econ. Del Simbol.

Fiato corto, prospettiva limitata, alluvione di numeri, che fossero costi, pubblico, mostre, biennali, notti bianche e notti nei musei. Negli ultimi anni l'arte contemporanea ha intrapreso una corsa che l'ha resa frenetica ed enfatica, riducendola a un appuntamento turistico o a un diversivo nell'agenda dello shopping. Richiamando però sempre più pubblico, stregato da artisti superquotati e da musei che somigliavano a macchine delle meraviglie. Cosa poi ci fosse dentro importava di meno. Decisivo era lo stupore per il fuori. Così il mondo dell'arte è diventato una grande bolla il cui fruscio ha anestetizzato lo sguardo, rendendoci tutti più indulgenti. Poi, a un certo punto, c'è stato lo sboom. I profitti di borsa, di cui si alimenta l'arte dei grandi numeri, sono calati, i musei hanno cominciato a chiudere, altri non aprono. Eppure la crisi non è il male peggiore. Più profondo è un altro buco che ha messo in luce, qualcosa che non si voleva vedere, nascosto com'era anche dallo scintillio dell'arte. Dell'arte che imita la moda, che ripiega nel grande lusso, che prende a prestito la vita e fa finta di spensierarsi. Si, la fine dei soldi ha rivelato la mancanza del senso. La rinuncia a esercitare un pensiero critico rispetto al mondo in cui si muove. Il quale, però, ha ancora un fortissimo bisogno dell'arte, se non altro per quella sua inalienabile capacità di rinnovarsi, di produrre nuovi linguaggi.

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