Libri di Poulet
Bibliografia di Poulet: tutti i libri in vendita online editi da Solfanelli
Fenomenologia della coscienza critica Poulet Georges Gaglione R. (Cur.) - Solfanelli, 2020 - Arethusa
Questo volume, curato diligentemente da Rossella Gaglione, accoglie due saggi della produzione di Georges Poulet. Il primo di essi, Fenomenologia della coscienza critica, riprende il testo di una conferenza pronunciata nella primavera del 1967, mentre il secondo, Coscienza di sé e coscienza dell'altro, scritto tre anni dopo, è un discorso elaborato per il pubblico di Tubinga in occasione del conferimento del premio Montaigne. Nella sua opera Poulet non ha mai trascurato il rapporto esclusivo e simbiotico che s'instaura fra chi legge e chi scrive, un'empatica-simpatetica unione di coscienze, un gioco di specchi e di rimandi in cui la riflessione individuale non comporta una chiusura ma coincide col riflettere, nel proprio Io, quello di un altro. Teorizzare significa prendere una posizione, uscire dall'anonimato cui lo condanna la pratica, stabilire convergenze di pensiero e prendere le dovute distanze. Entrambi gli scritti sono dettati da un'unica esigenza: spogliarsi dell'habitus del critico in modo da mostrare le pieghe, offrendo al lettore un lavoro di edificazione della propria immagine in fieri. Da quest'angolatura l'operazione compiuta appare complessa e raffinata, perché deve porsi egli stesso come acerbo lettore e riuscire a configurare la coscienza dell'autore con la quale si sta confrontando, essendo questa non solo il «senso» della scrittura ma anche il «resto» pulsante che eccede la dimensione narrativa. La potenza dell'operazione ermeneutica espressa in queste pagine, che aprono orizzonti conoscitivi densi di echi e suggestioni, fra i massimi sforzi della sua teorizzazione critica e filosofica, sta nell'aver vitalizzato la coscienza del lettore risvegliandola dal torpore cui spesso la lettura l'aveva condannata. La critica letteraria diventa qui, inevitabilmente, mentre scopre se stessa nell'atto di scoprirla, «critica della coscienza».
Il mito di Piranesi nei romantici francesi Poulet Georges Quattrocchi L. (Cur.) - Solfanelli, 2018 - Arethusa
"Il mito di Piranesi nei romantici francesi", curato da Luca Quattrocchi, è un'avvincente ricognizione dell'influenza esercitata dalle scale a spirale sui romantici francesi. Partendo dalle incisioni delle Carceri d'invenzione di Piranesi descritte da Coleridge, di cui Thomas De Quincey fornisce un'incredibile trasposizione, Georges Poulet intraprende un viaggio appassionante per individuare le «idee fisse» e le «ossessioni personali» messe in moto da quelle visioni. Le immagini piranesiane, analoghe alle allucinazioni del consumatore d'oppio, sono un chiaro esempio della deformazione per estensione dello spazio normale. Con esse si entra nel territorio del mito. L'approdo francese avviene con Alfred de Musset, traduttore-adattatore delle Confessioni di De Quincey, cui fa seguito il racconto Piranèse di Charles Nodier. Ma le pagine più acute sul tema sono forse quelle sul vorticoso sprofondare nell'abisso, che trovano in Hugo e in Baudelaire interpretazioni di sconcertante modernità. Se l'operazione critica condotta dal critico belga ha il pregio di portare alla luce l'idea che la prigione piranesiana sia uno spazio delimitato e limitante, frutto di un malessere esistenziale o di uno sfaldamento del reale, è merito di Luca Quattrocchi aver ricercato l'eco delle rêveries romantiche presso alcuni intellettuali del Novecento, da Sergej Ejzenstejn ad Aldous Huxley, da Marguerite Yourcenar ai Situazionisti, che vedranno nell'essenza labirintica delle Carceri uno strumento ideologico per criticare il capitalismo. Anche in ciò sta il fascino delle pagine proposte al lettore italiano, nell'indicare un'esplorazione delle fantasie architettoniche nate all'insegna del gusto piranesiano e nel ricollegare le suggestioni romantiche alle rivisitazioni novecentesche, andando a suggerire come gli spazi sinistramente reali delle prigioni, ancorché artificiosi e claustrofobici, siano non solo l'emblema di un'umanità atomizzata e rinchiusa su se stessa ma capace di preconizzare l'avvento di una comunità nuova e liberata.