Libri di Cur Prestinoni Giorgio Cucchi
Bibliografia di Cur Prestinoni Giorgio Cucchi: tutti i libri in vendita online editi da Stampa 2009
Antologia d'acqua Prestinoni Giorgio Cucchi M. (Cur.) - Stampa 2009, 2007 - La Collana
Il primo dono che ci offre questo libro di Giorgio Prestinoni è la delicata assiduità del suo sguardo, la malinconia pacata della voce. Possiamo apprezzarne il tono sommesso ma deciso, la nitidezza della parola poetica che ci racconta lo sfumare di presenze e immagini nella liquidità di un paesaggio, o ci rappresenta gesti umani vicini a dissolversi nel tempo o a trascolorare nei moti dell'acqua. Eppure è un libro di evidente compattezza e di solida disciplina stilistica. Mostra, accanto alla maturità dell'esperienza e dei sentimenti, una capacità di sicuro controllo del mezzo espressivo, che lo porta a prediligere un verso medio-lungo che si nutre della prosa ma che può superarla nell'armonia del suo canto basso. Osserva se stesso e la realtà esterna, le cose e le stagioni, ben consapevole della casualità del nostro esserci. Si osserva nella mediocrità impacciata dei propri gesti e lo fa con un sorriso disincantato, tra pudore e ironia, sentendosi labile come l'acqua di piogge sparse o come quella dei suoi laghi lombardi. Simile al giocatore di una partitella poco importante, o all'uomo che pranza da solo, o alla ragazza rumena che si vergogna del suo povero «abitino di nylon».
Hotel Stelvio Prestinoni Giorgio Cucchi M. (Cur.) - Stampa 2009, 2015 - I Quaderni De La Collana
Sottili, raffinate, e insieme tremende, queste nuove, notevoli poesie di Giorgio Prestinoni. Unite tra di loro - nelle due sequenze e nella breve, sinistra, centrale gita in cui sono organizzate narrativamente - dal forte senso di una improprietà e di un disagio dell'esserci, dell'essere al mondo, nel mondo, da un senso, dunque, della propria umana imperfezione o semplice inadeguatezza. Lo vediamo nei passi goffi di un "danzatore" trasognato ed estraneo a una realtà esterna che pure osserva attento, tra insofferenza e meraviglia. Il lettore viene poi coinvolto dall'infelice destino di un altro personaggio, affetto da acondroplasia, un nano insomma, ulteriormente storpiato nel suo povero corpo da un maldestro tentativo medico di normalizzarlo. Il suo attrito di sofferenza con l'esistere appare quasi come l'improba, paziente fatica dell'uomo per adattarsi al proprio destino, prima di rendersi conto di avere ricevuto in dono, a conti fatti, un solo vero, modesto privilegio, "Il privilegio di essere ciò che siamo".