Libri di Emma Pretti
Bibliografia di Emma Pretti: tutti i libri in vendita online editi da Societa Editrice Fiorentina
I Giorni chiamati nemici Pretti Emma - Società Editrice Fiorentina, 2010 - Ungarettiana
«Emma Pretti ha già una carriera poetica alle spalle - ma "carriera" è un concetto burocratico: in realtà un(a) poeta si ripresenta sempre di nuovo in ogni suo singolo libro. I giorni chiamati nemici descrive un paesaggio quotidiano che però è al tempo stesso - se non proprio una regione di dissimilitudine - almeno un paesaggio non ovviamente riconoscibile. Un paesaggio che si deduce italiano per la vivace presenza di alcuni termini dialettali (dunque, regionalizzato): rurale e in certo senso post-urbano, con qualche tocco da racconto nero. Al suo interno parla una voce che appartiene a un personaggio-io (ma le voci sembrano essere più d'una): il personaggio è costantemente tentato di abbandonarsi alla tenerezza verso gli altri, verso le cose - e per fortuna cede spesso a questa tentazione - e non ha abbandonato la speranza. Ma c'è anche un'aspra resistenza all'«autoinganno», per cui le dichiarazioni d'amore si risvoltano spesso nel loro contrario (gli «innamorati fradici» risultano essere tacchini; e anche loro, forse, sono fradici soltanto di pioggia). Tutto ciò è detto in un linguaggio che in generale è duramente chiaro, con qualche irruzione opportunamente demotica, e qualche torsione metaforica neobarocca che sembra echeggiare lo stile delle avanguardie protonovecentesche. La dubitosa interrogazione di Dio (una «preghiera scoscesa e pesta», gomito a gomito con momenti d'odio) non teme di usare la parola anti-moda, la parola evitata dalle teologie morbide: peccato.» (Paolo Valesio).
Un guaio che non è stato preso in esame Pretti Emma - Società Editrice Fiorentina, 2014 - Poesia
Più che una raccolta poetica tradizionale, ci troviamo di fronte a un'esplorazione di confini. Nei contenuti dei testi, l'autrice si volge a scandagliare il limite, la demarcazione tra l'esistenza e la non-esistenza, che non consiste nella morte, ma nella mancata partecipazione alla vita e alla sua caleidoscopica vertigine, l'assenza di coraggio nell'affrontarne il peso, la forza, così come l'incapacità nell'abbandonare le direzioni sbagliate, i vicoli ciechi. Gli argomenti traggono sostegno da un'espressività che è anch'essa un'indagine, e allo stesso tempo una fusione e un superamento dei generi, e più specificatamente, del margine tra la prosa e la poesia, nel tentativo di raggiungere una formula "né familiare né antica, ma elegante, maestosa, distinta dal dire comune" (Giacomo Leopardi), e con Leopardi d'accordo nel ritenere che "Una lingua non è bella se non è ardita, e in ultima analisi troverete che in fatto di lingua, bellezza è lo stesso che ardire...".