Libri di Procacci
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La giustizia e il caso Riace. Ricostruzione di un processo politico Procacci G. (Cur.) Rizzuti D. (Cur.) Vassallo Paleologo F. (Cur.) - Castelvecchi, 2023 - Nodi
Dopo il ricorso in appello di Mimmo Lucano, alla luce del quadro accusatorio e delle pene richieste dalla procura generale di Reggio Calabria, con particolare attenzione alle valutazioni di ordine etico e giuridico che caratterizzano l'intera vicenda Riace, cittadini solidali, studiosi di scienze sociali e giuristi propongono una riflessione sulla sentenza di condanna del tribunale di Locri. Muovendo da diverse prospettive disciplinari, e corroborati da numerose testimonianze dirette, gli autori mettono in evidenza che la condanna - su cui si basano ancora le richieste dell'accusa nel processo di appello - è solo apparentemente basata su prove di "inequivoco significato". L'accusa in realtà si fonda, come si evince anche dal linguaggio adottato, su presupposti ideologici tra i più diffusi: dalla "pacchia dell'accoglienza" agli interessi di arricchimento personale o di vari vantaggi che sarebbero stati perseguiti da coloro che operavano in associazioni senza fini di lucro per scopi solidaristici e supplivano con il loro impegno alla incapacità delle istituzioni.
La giustizia e il caso Riace Procacci G. (Cur.) Rizzuti D. (Cur.) Vassallo Paleologo F. (Cur.) - Castelvecchi, 2026 - Papaveri Rossi
Ci sono voluti sette anni perché il processo contro Riace e il suo sindaco, Mimmo Lucano, si concludesse, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che ha segnato profondamente la comunità coinvolta. Con la sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato l'assoluzione pronunciata dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria e riconosciuto l'intento di costruire nel comune calabrese un'economia della speranza, si può finalmente ragionare sull'intero procedimento: sulle sue motivazioni, sul suo andamento e sull'attenzione mediatica che lo ha accompagnato. In primo grado, il Tribunale di Locri aveva inflitto condanne molto pesanti, configurando l'esperienza di Riace come un'associazione a delinquere. Una decisione che si inseriva in un più ampio clima di criminalizzazione della solidarietà e che colpiva un modello di accoglienza osservato, in Italia e all'estero, come una possibile risposta alle tensioni tra integrazione e fragilità sociali. Ora che la verità è stata ristabilita, è necessario ricostruire le ragioni del discredito che ha investito l'esperienza politica e umana di Riace: per restituire dignità a una comunità ferita e per comprendere che cosa produce, in una democrazia, un processo dalla evidente dimensione politica.