Libri di Di Cesarea Procopio
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La guerra gotica Procopio Di Cesarea - Garzanti, 2007 - I Grandi Libri
Fonte preziosa per ampiezza, attendibilità ed equilibrio di in formazioni, la Guerra gotica - composta intorno alla metà del vi secolo d.C. nell'ambito del più ampio progetto della Storia delle guerre di Giustiniano - racconta la campagna di riconquista condotta dall'impero bizantino in Italia contro gli ostrogoti (535-553). All'ombra dell'aquila imperiale, grandi generali dell'antichità come Belisario e Narsete si destreggiano tra un fitto intreccio di battaglie, tregue e astuzie diplomatiche, fino alla sofferta vittoria finale. Fedele all'esempio della storiografia classica di Erodoto e Tucidide, Procopio inserisce nella puntuale narrazione, per la quale si avvale anche della propria esperienza in prima persona, frequenti digressioni di argomento etnico, mitico e leggendario, rendendo più vario, vivo e colorito il quadro in cui manovrano gli eserciti contrapposti. Introduzione di Giovannella Cresci Marrone. Prefazione di Elio Bartolini.
Carte segrete Procopio Di Cesarea - Garzanti, 2008 - I Grandi Libri
Destinato a una circolazione clandestina negli ambienti dell'opposizione al regime imperiale di Costantinopoli, questo pamphletin solito e insolente, scritto intorno al 550 d.C. ma scoperto secoli dopo, è una sorta di storia segreta della corte di Giustiniano e un'impietosa denuncia dei vizi e del malcostume che vi dilagano. Il rancore di Procopio, alto funzionario rimosso dai suoi incarichi, investe con violenza ogni aspetto della vita dell'imperatore, dalle umili origini della dinastia alla politica estera scriteriata e irresponsabile, dalle persecuzioni religiose al capriccio nel fomentare le beghe di palazzo. In un alternarsi di registri espressivi - drammatico, stizzito, cupo, velenoso - l'opera si risolve in uno spietato attacco contro il dispotico potere imperiale, che ribalta sistematicamente il panegirico della propaganda e dà voce al malcontento della classe senatoria. Lo stile, ancorato ai modelli di Erodoto e Tucidide, è elegante e sostenuto, ma non disdegna incursioni nel comico e nello scabroso, come quando l'autore mette alla berlina i lascivi costumi dell'imperatrice Teodora. Introduzione di Giovannella Cresci Marrone.
Carte segrete Procopio Di Cesarea Cresci G. (Cur.) - Garzanti, 1994 - I Grandi Libri
L'opera nasce dalla frustrazione di un intellettuale rimosso del potere e dai privilegi, che vuole quindi rifarsi e vendicarsi contro i presunti colpevoli dei suoi mali. Il tutto si risolve in uno spietato attacco antigiustinianeo, con il ribaltamento punto per punto dei temi glorificatori della propaganda.