Libri di Ivan Pupo
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Per un nuovo alfabeto pirandelliano Pupo Ivan - Carocci, 2025 - Lingue E Letterature Carocci
Ventiquattro voci per orientarsi nell'universo di Luigi Pirandello. Ognuna è un micro-saggio che scava in un singolo aspetto della sua opera, più o meno noto al grande pubblico, ma sempre di grande interesse, creando nello stesso tempo un virtuale reticolo di rimandi utili al collegamento con le altre voci. Il modello ineludibile è il prezioso Alfabeto sciasciano del 1989, ma l'apertura di compasso a tutto campo garantisce per ogni lettera del nuovo dizionario il riferimento agli ultimi studi, nonché l'utilizzo di una cassetta degli attrezzi particolarmente efficace, calibrata nel segno delle più stimolanti teorie letterarie del Novecento. Fra i tanti Pirandello che da un secolo si aggirano nel mondo della critica letteraria internazionale, questo che qui si squaderna in ordine alfabetico, dalla A di Archetipi alla Z di Zafferanetta, si distingue per novità di impostazione, capacità di sintesi, ricchezza e varietà del quadro ermeneutico. Completa il volume l'affondo in una delle voci maggiormente intriganti dell'Alfabeto pirandelliano di Sciascia, dove si ricostruisce un singolare episodio della vita di Pirandello da cui si apprende che è impossibile «uscire dal "qualcuno", quando "qualcuno" si è».
Pirandello e il demone del teatro. Dai «Sei personaggi» ai «Giganti della montagna» Pupo Ivan - Carocci, 2024 - Lingue E Letterature Carocci
«Il pubblico? Eh, io [...] l'ho abituato ad aspettarsene da me d'ogni colore. Gli sono andato sempre con le dita negli occhi; ed esso lo sa. È il mio gusto e il mio piacere. Tutta la mia opera è stata sempre così, e sarà così: una sfida alle sue opinioni e soprattutto alla sua quieta morale... o immorale». Così, nel maggio del 1917, Luigi Pirandello scriveva al capocomico Virgilio Talli. A poco più di un secolo di distanza il volume raccoglie di nuovo quella sfida, analizzando fantasmi inconsci e strategie provocatorie del grande drammaturgo siciliano, in un corpo a corpo con le sue pièces più famose. Il modo creativo e mai scontato con cui Pirandello rielabora, adattandole ai palcoscenici del suo tempo, le suggestioni provenienti dai grandi narratori russi (Dostoevskij e Tolstoj in primo luogo) e dal Goethe delle Affinità elettive e del Faust - una dimensione intertestuale finora poco esplorata - diventa qui la cartina di tornasole privilegiata della vera natura del suo teatro, per nulla compatibile con una ricezione passiva e catartica. Le ossessioni che variamente lo attraversano, decidendo del destino dei personaggi, ancora oggi inquietano nel profondo il lettore/spettatore, perché lo obbligano a fare i conti con i suoi stessi demoni.