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Corpo, potere e malattia. Antropologia e aids nei Grassfields del Camerun libro
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LIBRO   9788855190862

Corpo, potere e malattia. Antropologia e aids nei Grassfields del Camerun Quaranta Ivo   -  Meltemi, 2019  -  Linee

Con meno dell'8% della popolazione mondiale, l'Africa subsahariana comprende circa i due terzi dei casi globali di AIDS. Eppure, in Africa si sostiene che l'AIDS non esista: la sindrome è considerata un'invenzione dell'Occidente per controllare la crescita demografica del continente; oppure come nulla di diverso da condizioni sempre esistite e afferenti al campo delle violazioni dei tabù sessuali. Per comprendere i significati veicolati da tali modalità locali di costruzione culturale della realtà della sindrome occorre adottare un approccio capace di cogliere il ruolo dell'azione umana nella sua elaborazione e diffusione. A tal fine è necessario prendere le distanze dalla concezione biomedica della sindrome, mettendo in luce come essa stessa rappresenti un prodotto culturale. La malattia è sempre una realtà semantica, un fenomeno socio-culturale, e come tale impone di esaminare i processi della sua costruzione. È con questo spirito che qui si intende proporre un'analisi dettagliata delle pratiche interpretative attraverso cui l'AIDS è stato culturalmente costruito a Nso' (provincia del Camerun). Combinando un approccio interpretativo con una prospettiva storiografica e politico-economica, la malattia viene apprezzata come una specifica forma di pratica culturale in cui il personale e il collettivo, il presente e il passato, il locale e il globale sono intrecciati nell'immediatezza dell'esperienza di sofferenza. Quest'ultima emerge come l'incorporazione individuale di più ampi processi socio-politici la cui analisi rappresenta il filo rosso dell'intero volume.

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LIBRO   9788883535062

Corpo, potere e malattia. Antropologia e aids nei Grassfields del Camerun Quaranta Ivo   -  Meltemi, 2006  -  Meltemi.Edu

Con meno dell'8% della popolazione mondiale, l'Africa sub-sahariana comprende circa i due terzi dei casi globali di AIDS. Eppure, in Africa si sostiene che l'AIDS non esista: la sindrome è considerata un'invenzione dell'Occidente per controllare la crescita demografica del continente; oppure come nulla di diverso da condizioni sempre esistite e afferenti al campo delle violazioni dei tabu sessuali. A partire dal significato di tali affermazioni, questo studio vuole elaborare una comprensione differente del fenomeno, capace di cogliere il ruolo dell'azione umana. A tal fine è necessario prendere le distanze dalla concezione biomedica della sindrome, mettendo in luce come essa stessa rappresenti una costruzione culturale. La malattia è sempre una realtà semantica, un fenomeno socio-culturale e come tale impone di esaminare i processi della sua costruzione. E con questo spirito che qui si intende proporre un'analisi delle pratiche interpretative attraverso cui l'AIDS è stato culturalmente costruito a Nso' (provincia del Camerun). La ricerca si è avvalsa di una molteplicità di metodologie: dall'intervista all'osservazione partecipante, dal lavoro di archivio allo spoglio di periodici e quotidiani locali, dalla ricostruzione storica all'analisi delle politiche sanitarie (locali, nazionali e internazionali).

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LIBRO   9788883535154

Antropologia (2007). Vol. 8: Sofferenza sociale Quaranta I. (Cur.)   -  Meltemi, 2007

Emerso come uno dei temi centrali dell'antropologia contemporanea, il concetto di sofferenza sociale ha l'obiettivo di dirigere la riflessione sul disagiato rapporto fra soggetto e ordine sociale, nonché sulle modalità in cui tale disagio viene affrontato. Dalla considerazione dell'AIDS e della tubercolosi come incorporazione della violenza strutturale alle forme di cittadinanza terapeutica prodotte dalla diffusione dei farmaci antiretrovirali, dalle inedite modalità di azione politica nate intorno alla politicizzazione della propria condizione medica al genocidio rwandese, fino ai più ampi temi delle diseguaglianze economiche e ella iustizia sociale, i contributi di questo numero invitano a riflettere lungo sentieri diversi, che si incontrano in molteplici punti, ma che si discostano e si scontrano su altri, animando una tensione proficua nell'analisi dei meccanismi sociali dell'oppressione. Un'antropologia della sofferenza sociale è dunque un'antropologia che vuole andare oltre l'esame della costruzione culturale del disagio, cessando di essere esclusivamente un prezioso strumento di critica culturale, per ergersi a strumento di critica politica e di azione trasformativa.

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