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L'Italia dei poveri Russo Giovanni - Hacca, 2011 - Novecento.0
"Operai, contadini, emigranti, sacerdoti, prostitute, turisti sono i personaggi di questa Italia dei poveri. Giovanni Russo ci parla di un'Italia umile, costretta a muoversi in un orizzonte precario, ma non privo di speranza, e lo fa per dare luce ai volti anonimi di una nazione sommersa. Leggendo queste pagine, è come se una nazione che fino agli anni Cinquanta era stata prigioniera di un antico e pesante letargo, adesso si fosse destata per entrare in un destino di modernità. Ne viene fuori un quadro che non soltanto contempla la condizione del "mondo chiuso" di Carlo Levi, ma annovera anche luoghi e abitudini del sottoproletariato tanto cari all'immaginario di Pier Paolo Pasolini e da un Mezzogiorno, dove il tempo continua a scorrere con la sacralità dei patriarchi biblici, ci si proietta a grandi falcate negli scenari industriali che, volendo riferirci a personaggi letterari, riempiono di tristezza i ricordi di un Albino Saluggia, caricano di speranza le notti di Antonio Donnarumma o di fantasie i gesti di Marcovaldo. Mantenendo fede a un'idea di scrittura testimoniale, Giovanni Russo continua a fornirci un ritratto di un Paese ingenuo e stralunato, candido e smaliziato, incantato e perverso, com'era in quegli anni e come ha continuato a esserlo fino a oggi." (Giuseppe Lupo)
Il tango delle fate Reim Riccardo - Hacca, 2008 -
Questo libro dolente e visionario di Riccardo Reim non ci racconta una storia, ma un ventaglio di storie ipotetiche per una galleria di personaggi che rispondono alle varie proiezioni di un io multiplo e polimorfo. Non solo la parte femminile e quella maschile si affrontano dando vita a una ruvida e spettacolare battaglia intcriore, ma anche le lingue si moltipllcano (si frangono) in un impasto barocco di napoletano, spagnolo, latino, francese. Reim allestisce uno spettacolo in cui si alternano scenari e fondali a un tempo poveri e sontuosi. La rude e plastica fisicità dei corpi si sposa a una erotica spiritualizzazione, a un anelito mistico secondo un'estetica caravaggesca, di alto manierismo. Caminito, la danzatrice di tango sdoppiata anche in Bernadette, la visionaria di Lourdes, va incontro a un trionfale e mistico destino in una scena che si illumina a tratti nei deliranti e tumultuosi frammenti del finale tra squilli di tromba e profumi d'incenso.
Lettere libertine Reim Riccardo - Hacca, 2007
"Lettere libertine è un antiromanzo che si colloca felicemente in quella importante famiglia letteraria che ha saputo unire "alto" e "basso", che ha innescato cortocircuiti tra vita e letteratura, tra verità morale e finzione teatrale. Caso raro nella nostra letteratura italiana, Reim è riuscito in questo libro a nominare le parole più sconce senza mai perdere in levità e in ironia e, soprattutto, senza mai porsi il dovere dello scandalo sociale, essendo l'autore di queste Lettere libertine uno dei pochi scrittori che abbia saputo rendere comici i lamenti, e dissimulare i dolori con dei divertissement sgargianti come certi fotogrammi di Fassbinder." (Andrea Di Consoli).