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Tempo coscienza e essere nella filosofia di Aristotele. Saggio sulle origini del nichilismo Ruggiu Luigi Fiorillo C. (Cur.) - Petite Plaisance, 2017 - Il Giogo
Il volume rende disponibile l'analisi del tempo in Aristotele e apre una feconda interlocuzione per l'uomo di oggi non rassegnato al dominio della scienza contemporanea. Il tempo della filosofia rompe il monopolio della fisica che ritiene di averlo liquidato per sempre (come ebbe a dire Einstein: "Per tutti coloro che credono nella fisica, la divisione tra presente, passato e futuro ha solo il valore di un'ostinata illusione"). Queste tesi appaiono oggi ribaltate all'interno della stessa fisica: "La sintesi fra il tempo di Aristotele e quello di Newton è il gioiello dei pensieri di Einstein" (C. Rovelli). Se al livello più fondamentale "non c'è variabile tempo" e quindi non esiste differenza tra passato e futuro, occorre tuttavia comprendere come da questo mondo senza tempo possa emergere il tempo a noi familiare. Alla nostra scala, esiste anche la variabile tempo. Ma quale Aristotele e soprattutto: quale tempo?
Una teoria evoluzionista della fioritura umana Rigoli Francesco Fiorillo C. (Cur.) - Petite Plaisance, 2026 - Multiversum
La politica rivoluzionaria, per Marx, non è mai autonoma né contemporanea a sé stessa: essa deve prendere in prestito nomi, bandiere e colori dalle lotte nazionali e dalle classi dominanti per entrare in scena. Tra l'orizzonte finale dell'emancipazione e la mischia del presente si apre uno scarto incolmabile, dove l'anacronismo diventa un attributo essenziale dell'agire politico. In Germania, "paese classico della non-contemporaneità", nessuna rivoluzione parziale è possibile: solo l'emergere del proletariato - come incorporazione della sofferenza radicale - può trasformare l'impossibilità in possibilità positiva. Ma il proletariato non è un soggetto già dato, né la sua azione è prevedibile: la politica rivoluzionaria è lotta senza garanzie, esposta a contaminazioni e contraddizioni. Attraverso una lettura originale dei testi marxiani dal 1843 al 1848, l'autore mostra come la rivoluzione risponda a una duplice esigenza: mantenere viva la tensione verso il fine, senza mai abbandonare la mischia del presente. Ne emerge una concezione inedita del potere pubblico e della democrazia, lontana da ogni teleologia, ma radicalmente politica.