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- 9791282115216 Io in questo libro non ci volevo venire. Ediz. a colori
- 9791281160347 Il dono speciale di Willie
- 9791280507099 La retorica invisibile
- 9791257500382 Nel labirinto
- 9791255843962 Willy e Natale. Ediz. a colori
- 9791223274927 L'intruso
- 9791222930947 È anche affar tuo. La rottura dell'ordine internazionale e la minaccia della terza guerra mondiale
- 9791220092999 Il ruolo del caso e dei «grandi uomini» nella storia. Soggetto e oggetto nella concezione marxista della storia
- 9788884168948 Le pietre di Venezia
- 9788866976448 Memorie. La Prima guerra mondiale dall'invasione del Belgio alla battaglia del Piave. La campagna d'Africa. Guerra senz'odio. Nuova ediz.
La variabile umana Ronzano Lorenza - Elèuthera, 2019 - Senza Collana
Sempre più spesso si ricorre allo psichiatra come a un factotum in grado di risolvere problemi che non si sa bene chi altri potrebbe risolvere. Eppure c'è un enorme scollamento tra le classificazioni diagnostiche della psichiatria e il singolo essere umano con la sua peculiarissima storia. A partire dalla quotidiana esperienza in un day hospital, queste riflessioni danno conto di una nuova figura extra-terapeutica la cui finalità è dar voce all'umanità delle persone che transitano nei reparti psichiatrici. E il più delle volte è questo ciò di cui hanno bisogno i «pazienti»: esprimere un malessere interiore che non è sempre sinonimo di malattia psichiatrica e che anzi rimanda a ben precisi problemi sociali come la disoccupazione, le ristrettezze economiche, la solitudine, l'assenza di cure. Tutte questioni che la psichiatria non può in alcun modo risolvere, anche se continua a dispensare etichette diagnostiche e cure farmacologiche a chiunque metta piede in un reparto psichiatrico. Un approccio che si pretende scientifico e che nondimeno si rivela inadatto a maneggiare l'estrema - incomprimibile - variabilità umana.
Il deserto della critica Renaud Garcia - Elèuthera, 2016
Contemplando la desolazione di un mondo ormai ampiamente decostruito, sulla scorta di pensatori influenti come Foucault, Derrida, Deleuze, Guattari, Butler, l'autore riflette sulle ricadute, anche politiche, di un processo di frammentazione sociale e immaginaria che ha portato alla «morte del pensiero comune», il solo che consenta di riconoscere ciò che è rilevante da ciò che non lo è. Da qui quel «cretinismo delle rivolte» che è il sintomo più evidente di una frenesia decostruttiva che ha dissolto il pensiero emancipatore nelle pieghe dei discorsi infiniti propri della postmodernità. Pur avendo plasmato, soprattutto in ambito radicale, lo «spirito del tempo», le teorie della decostruzione si sono rivelate inadatte a capire il mondo contemporaneo e soprattutto a cambiarlo. Perché non solo sono operativamente inconcludenti - anzi disarmanti nel senso letterale del termine - ma addirittura partecipano a quella marcia verso il caos dell'inintelligibilità cui ci spinge, con ben altra consapevolezza, la follia capitalista.