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Tutela del consumatore e terzo contratto Piro Elisabetta - Dike Giuridica, 2013 - Diritto E Giurisprudenza Comm. Monografie
Il sistema del diritto dei contratti è ormai totalmente mutato rispetto all'originario assetto codicistico in ragione della sempre maggiore presenza di fonti normative speciali extra codicem. Proprio partendo da tale osservazione, il presente volume si propone di indagare il difficile rapporto esistente fra la normativa "generale" codicistica e quella "speciale" offerta dalle normative di settore. Oggetto di approfondita disamina, pertanto, saranno la disciplina consumeristica e quella dettata a tutela delle imprese "deboli" (franchising, abuso di dipendenza economica e lotta ai ritardi di pagamento) nonché, complessivamente, il sistema del diritto della concorrenza nel mercato. Nel condurre tale indagine, è costante il riferimento alla più recente giurisprudenza interna e comunitaria, nonché alle ultime novità legislative (D.Lgs. 192/2012 sui ritardi di pagamento e cd. "Decreto Monti).
L'induzione del pubblico agente. Un'indagine fra tradizione giuridica e nuovi orizzonti normativi Rippa Fabrizio - Dike Giuridica, 2020 - Temi Ed Attualità Penalistiche
L'induzione indebita del pubblico agente rappresenta, da sempre, una delle condotte più problematiche per il diritto penale: essa, per sua natura e significato politico-criminale, sfugge ad agevoli tentativi di tipizzazione attraverso precise formule descrittive. Le vicende ermeneutiche della 'vecchia' concussione per induzione e quelle della fattispecie di induzione indebita a dare o promettere utilità introdotta dalla riforma del 2012 testimoniano la storia di uno statuto di tipicità 'difficile', sempre in bilico tra le opposte sponde dei comportamenti a base contrattuale e paritaria, caratteristici della corruzione, e quelli di illecita interferenza del pubblico agente nei processi motivazionali dell'intraneus, la cui volontà viene ad essere viziata attraverso forme di violenza relativa o di inganno. Un percorso analitico volto a restituire a tale ipotesi un 'volto' maggiormente compatibile con i limiti imposti dalla Costituzione repubblicana alla configurazione ed all'applicazione pratica delle fattispecie di reato, deve pertanto muoversi nella traiettoria suggerita dai valori del nullum crimen, cercando di tracciare un discrimen tra ipotesi 'di frontiera' che non si abbandoni mai ad elementi soggettivizzanti dal dubbio valore epistemologico, prediligendo, al contrario, più afferrabili indici a carattere normativo-qualitativo, i soli in grado di sottrarre l'applicazione di simili figure delittuose all'arbitrio dell'interprete o alle imprevedibili contingenze del caso concreto.