Libri di Cur Radeglia
Bibliografia di Cur Radeglia: tutti i libri in vendita online editi da Gangemi Editore
L'arrivo a Colonia di Vittore Carpaccio. Studio e restauro. Ediz. illustrata Radeglia D. (Cur.) - Gangemi Editore, 2015
A conclusione dell'intervento sull'Arrivo a Colonia, il primo in ordine di tempo fra i teleri eseguiti da Carpaccio per la Scuola di Sant'Orsola, come è attestato dalla sua firma e dalla data 1490, è legittimo chiedersi che cosa ha aggiunto il restauro alle nostre conoscenze su Carpaccio. Cosa sappiamo oggi che prima non sapevamo su quest'opera conosciutissima e studiatissima? È possibile affermare che questo intervento fornisce indicazioni utili per il futuro allestimento del ciclo di Sant'Orsola nel previsto riordino delle Gallerie dell'Accademia, come era nei presupposti che hanno portato a progettarlo, in collaborazione stretta con il Polo Museale Veneziano? La presente pubblicazione si propone di mettere a disposizione i dati emersi e di illustrare il metodo messo a punto per il recupero del dipinto, con qualche proposta progettuale che potrà essere ulteriormente approfondita in occasione dell'auspicata estensione dell'intervento alle restanti tele del ciclo.
Il rotolo giapponese Bamodoizu. Studio e restauro. Ediz. illustrata Radeglia D. (Cur.) Quattrini M. V. (Cur.) - Gangemi Editore, 2014 - Arti Visive, Architettura E Urbanistica
Il restauro del rotolo giapponese dipinto su carta (emakimono) raffigurante trentatré cavalli intitolato Bamodoizu ha costituito un avvincente momento di incontro fra sapere tradizionale giapponese e metodo di restauro italiano. Attraverso l'intervento completo eseguito in ogni sua fase con il controllo delle indagini scientifiche è stato possibile verificare la validità della prassi operativa e l'efficacia dei materiali tradizionali utilizzati in Giappone, che sono stati impiegati sempre tenendo presenti i requisiti richiesti dal metodo critico adottato all'ISCR. Allo studio scientifico dei materiali costitutivi e della tecnica esecutiva si sono affiancati lo studio filologico e la traduzione dei testi, che hanno contribuito a confermare l'attribuzione del dipinto a Kano Sansetsu (1590-1651).