Libri di Raffaelli
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La maledizione di Castro Raffaelli Alfonso - Giovane Holden Edizioni, 2010 - Battitore Libero
Nata su uno sperone inespugnabile, avvezza alle manovre politiche dei nobili aspiranti al soglio pontificio, florida dinanzi al repentino mutare dei venti, l'ostinata città di Castro mostra gli artigli ai viandanti, fiero leone che risponde solo alla frusta del papa. Ma l'orgoglio è un fuoco che avvampa, sale ai bastioni, s'insinua nei pozzi, esplode nel fragore delle piazze; il suo vivido colore sfida il sangue che ancora scalda i pugnali. È la maledizione dell'onore, di quella insensata volontà che la renderà cielo e polvere, viluppo di piante su lapidi funeste. Il destino lacera ogni sua fibra: cardinali bizzosi, meretrici d'ogni rango, predoni e osti dagli sguardi torvi. E non fa differenza essere Orsini, Colonna o Farnese. Solo l'eco di un'antica storia resiste: l'amore bastardo di un cristiano e un'ebrea, Sarah e Nicola Cobella, eternamente fusi nell'incoscienza della passione; la loro progenie si farà a sua volta rovina, per sopravvivere allo scempio totale: sottopelle alla Storia saprà ricavarsi il suo maledetto e sacrosanto cantuccio d'eternità.
La maledizione di Castro Raffaelli Alfonso - Giovane Holden Edizioni, 2026 - Battitore Libero
Castro esiste ancora nelle pietre sparse tra i boschi della Tuscia, nei documenti, nelle cronache e nella memoria. Ma soprattutto rivive nelle pagine di una vicenda che prende avvio nel pieno delle convulsioni politiche e religiose del Cinquecento, quando le ambizioni della famiglia Farnese, le tensioni tra papato e impero e i fragili equilibri delle comunità di confine si intrecciano al destino di uomini e donne chiamati a scegliere da che parte stare. Attorno alla città si muovono cardinali e condottieri, nobili e mercanti, ecclesiastici, soldati ed ebrei in fuga dalle persecuzioni, componendo un affresco corale destinato a culminare nella tragica cancellazione di Castro dalla carta geografica e dalla storia. Il pregio maggiore dell'opera risiede nella capacità di trasformare una materia storica complessa in racconto vivo e coinvolgente. Le grandi vicende politiche non rimangono sullo sfondo come semplice cornice, ma incidono direttamente sulle esistenze individuali, determinandone passioni, alleanze, tradimenti e speranze. Figure realmente esistite convivono con personaggi di invenzione in un equilibrio convincente, mentre il tessuto narrativo restituisce con efficacia la durezza di un'epoca segnata dalla violenza del potere e dall'instabilità delle fortune umane. Particolarmente riuscita è la ricostruzione dell'ambiente: borghi fortificati, strade percorse da armati e briganti, corti ecclesiastiche, ghetti e campagne diventano scenari concreti, animati da una costante attenzione ai dettagli storici e sociali. Ne emerge il ritratto di un mondo lontano ma sorprendentemente riconoscibile nei suoi meccanismi di ambizione, sopraffazione e resistenza. Romanzo storico di ampio respiro, unisce rigore documentario e gusto narrativo. La scrittura, ricca e sorvegliata, alterna il registro epico della grande storia a quello più intimo delle vicende personali, restituendo alla scomparsa di Castro il valore simbolico di una memoria che il tempo non è riuscito a cancellare.