Libri di Ragionieri
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Michelangelo. Il piccolo crocifisso ligneo della casa Buonarroti. Catalogo della mostra. Ediz. illustrata Ragionieri P. (Cur.) - Silvana, 2010
Il piccolo volume trova il suo centro spirituale nel commovente piccolo Crocifisso non finito sul quale Michelangelo si applicò negli ultimi anni della sua luna vita, riprendendo una tecnica, la scultura lignea, che non adoperava dalla sua prima giovinezza, quando eseguì il grande Crocifisso per i padri Agostiniani di Santo Spirito a Firenze. Ne danno indiretta ma inconfutabile testimonianza le richieste fatte per iscritto da Leonardo, nipote di Michelangelo, da due garzoni dell'artista, le cui lettere, conservate nell'Archivio Buonarroti e presenti in catalogo, rivestono grande importanza documentaria: in esse si richiede infatti l'urgente invio a Roma di arnesi che al Maestro mancavano: gli strumenti per lavorare il legno ancora giacenti nel suo studio in via Mozza a Firenze. Le altre carte che fanno parte del volume precorrono varie tappe pubbliche e private della vita di Michelangelo, dalle ben note e spesso drammatiche vicende di San Lorenzo ai rapporti coi pontefici, compresa la nomina di Michelangelo ad Architetto della Fabbrica di San Pietro, fino alle apprensioni del grande zio per il ritardo del nipote a "tor donna".
Michelangelo. La «Leda» e la seconda Repubblica fiorentina-Die «Leda» und die zweite florentinische Republik. Catalogo della mostra (Torino-Bonn 2007). Ediz. bilingue Ragionieri P. (Cur.) - Silvana, 2007
Il volume accompagna un'esposizione che presenta al pubblico un particolare periodo della vita di Michelangelo, soffermandosi su due aspetti della sua produzione, legati alle vicende della Seconda Repubblica fiorentina: da un lato l'impegno civile nella realizzazione delle fortificazioni; dall'altro l'incontro a Ferrara con Alfonso I d'Este e la commissione della famosa Leda. Fulcro dello studio è il disegno Studio di testa con variante di naso, unanimemente riconosciuto come uno dei pezzi più belli e importanti della produzione grafica di Michelangelo. L'atteggiamento vivido e lascivo dei due amanti - Zeus in sembianza di cigno e Leda, raffigurati sulla tela nel momento culminante del loro incontro - fu forse la ragione che ci impedisce di ammirare oggi il capolavoro, bruciato nella Francia del Seicento proprio perché ritenuto immorale e indecente. In mostra anche straordinari fogli con disegni di fortificazione, testimonianza dell'impegno michelangiolesco in qualità di governatore e procuratore generale delle fortificazioni, ricevuta a Firenze nel 1529.