Libri di Raimo
Bibliografia di Raimo: tutti i libri in vendita online editi da La Vita Felice
Il verbo è mio. I venticinque anni del Laboratorio di lettura e scrittura creativa del Carcere di Milano-Opera Raimondi Mauro - La Vita Felice, 2022 - Varia
«Con questo libro, Il verbo è mio. I venticinque anni del Laboratorio di lettura e scrittura creativa del Carcere di Milano-Opera, curato da Mauro Raimondi, si celebra un quarto di secolo - il medesimo arco di tempo che ci divide dal possibile approdo umano su Marte - di un'impresa scientificamente meno ingegnosa di una missione spaziale ma che ha permesso per cinque lustri a decine di persone - recluse e non - di navigare, ogni sabato mattina, in una dimensione relazionale e interiore decisiva per una vita buona da vivere: quella dedicata alla lettura, alla creatività della scrittura, alla riflessione sulla parola elaborata in prima persona o da altri su temi costitutivi della nostra esistenza. L'amore, la libertà, la felicità, la paura, l'incertezza, la lontananza da Dio, la nostalgia del proprio padre, i ricordi, il silenzio, i rimorsi, il rimpianto, la rabbia, i desideri, la luce, il calore, l'anima, i sogni, il futuro sono stati messi uno dopo l'altro a tema, ascoltati e analizzati con cura, premura e, soprattutto, senza psicologismi. Al contrario, è stata la capacità maieutica di Silvana Ceruti, sostenuta da decine di volontari e amici del Laboratorio, a effondere l'energia necessaria alle persone recluse anche per fatti molto gravi ad avviare e svolgere quello che, nel mio linguaggio, definisco un percorso "cosmologico": usare la parola per oltrepassare l'esistente, scavare oltre le dimensioni reificanti della vita quotidiana e incontrare il fondamento del proprio rapporto con il mondo, con il nucleo del nostro dialogo con noi stessi e con i nostri "altri significativi" - cioè a dire le persone che hanno contato e/o contano per noi nel corso dell'esistenza.» (dalla prefazione di Adolfo Ceretti)
La città dell'orto Raimondi Stefano - La Vita Felice, 2021 - Le Voci Italiane
"La città, la morte, il padre: inseguita da questi tre fantasmi, la poesia di Stefano Raimondi trova il suo battesimo. [...] qui emerge pienamente il tono inconfondibile della sua scrittura. Ritrovarlo oggi, a distanza di quasi vent'anni, è un'occasione felice per tornare ancora una volta a immergersi in questo libro insieme oscuro e luminoso, fatto di ritorni ossessivi e grandi architetture. La città dell'orto è un libro che continua a essere poroso, pieno di intercapedini, pronto a sorprendere il lettore per la sua rigorosa disposizione orizzontale. È come se le continue immagini di piazze e strade e parchi pubblici disseminate ovunque fra le pagine abbiano il potere di diventare, da oggetti rappresentati, modi per abitare questo libro, che chiede di essere attraversato e perlustrato anche nell'oscurità delle sue darsene e negli scorci intravisti da dietro una porta socchiusa, lì dove ogni attimo ha «il peso di un foglio girato». Due sono gli elementi fra loro connessi che hanno contribuito a fare de La città dell'orto un piccolo classico della poesia dei primi anni Duemila: da un lato l'evocativa stratificazione di doppi su cui è costruito, dall'altro il loro dipanarsi quasi narrativo, che ci lascia vivere un'esperienza di lettura immersiva, tutta d'un fiato." (dalla prefazione di Tommaso Di Dio) Postfazione di Umberto Fiori.
Interni con finestre Raimondi Stefano - La Vita Felice, 2009 - Le Voci Italiane
"Il motivo dell'esilio percorre interamente l'ultimo e libro di Stefano Raimondi: esilio nel cuore dei luoghi amati, nelle scale di casa, tra le pareti di una stanza abitata da sempre. Raimondi ci narra - con la lancinante precisione del suo verso - uno smarrimento essenziale: noi ci perdiamo vicino ai corpi più familiari, lungo le strade e le piazze che credevamo di conoscere. E così queste poesie, con l'urgenza di chi non trova più dimora, ci narrano una Milano mai vista prima: minacciosa e giuridica, costellata di allarmi e di posti di blocco, percorsa dal cerchio infinito dei viali che ci riportano sempre allo stesso, drammatico inizio." (Milo De Angelis)