Libri di Raffaele Rauty
Bibliografia di Raffaele Rauty: tutti i libri in vendita online editi da Kurumuny
Annie Marion MacLean: una sociologa a Chicago Rauty Raffaele - Kurumuny, 2023 - La Tradizione Sociologica
«È solo questione di tempo che gli stati manifatturieri proteggano la salute e la morale dei loro operatori, indipendentemente dal sesso. Potrebbe non avvenire per legge diretta, ma una migliore coscienza pubblica consentirà ai lavoratori di rifiutarsi di lavorare in condizioni disumane. È l'obiettivo da perseguire. I sindacati devono essere promossi e deve essere insegnato loro il potere del loro sforzo unito». MacLean, 1897. Le donne hanno lavorato dalle origini del sistema di fabbrica. Ai tempi del colonialismo non erano ancora un fattore economico: il loro lavoro era limitato alla campagna e alla casa, dove, oltre alle faccende domestiche, trovavano il tempo per filare e tessere. Ma già verso la fine di questo periodo vennero impiegate nella preparazione del cotone per la ruota. Il settore crebbe così rapidamente che nel 1784 una sola fabbrica impiegava circa 600 persone, per lo più donne e bambini. In molti casi, in precedenza, lavorarono il cotone a casa, sede antica di manifatture per la famiglia.
Il rito sacrificale. Lavoro sicurezza mortalità (nel sud) Rauty Raffaele - Kurumuny, 2009
La continuità dei morti e degli infortuni sul lavoro impone un monitoraggio continuo, anche da un osservatorio meridionale, del processo e una riflessione che ripensi vicende analitiche e conflitti passati come presupposto di memoria per una nuova centralità e una rinnovata attenzione sociale al lavoro, alla crisi della sua rappresentanza, ai suoi caratteri organizzativi profondamente mutati, alle sue forme sempre più sottratte al controllo e alla contrattazione, alle sue nocività palesi e latenti. La tendenza alla polverizzazione dei rapporti di lavoro, le divisioni tra i lavoratori (e tra le loro organizzazioni), l'offuscarsi dei diritti delle donne e degli uomini, degli italiani e degli immigrati hanno infatti la funzione di rendere sempre meno collettiva la "questione lavoro", facendone tutt'al più un problema di occupazione (inseguita soprattutto da giovani sempre meno giovani) e non di forma sostanziale dell'esistenza degli individui e dell'organizzazione, trasformazione e sviluppo dell'intera società.