Libri di Ravveduto
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La nazione del miracolo. L'Italia e gli italiani tra storia, memoria e immaginario (1963-1964) Ravveduto Marcello - Castelvecchi, 2018 - Le Navi
Il miracolo economico ha cambiato il destino di migliaia di italiani: famiglie con storie di sofferenza e marginalità hanno avuto per la prima volta accesso al benessere. Un passaggio epocale che viene ricostruito in un dialogo costante tra storia, memoria e immaginario collettivo. L'autore intreccia la vicenda di una famiglia meridionale a quella di un'intera nazione stravolta e affascinata dalla "secolarizzazione dei consumi". L'ascesa sociale del capofamiglia è l'emblema di un Paese in cui la retorica della povertà ha ceduto il passo al pragmatismo della ricchezza. Nel sogno americano all'italiana si coglie con nettezza una distanza tra le prospettive dei partiti e i desideri dei cittadini: i primi si scontrano sulle riforme strutturali e sulle manovre congiunturali, i secondi sono attratti dal benessere come conquista materiale e riconoscimento civile. Un'aspirazione che diventa visibilmente concreta analizzando le fonti audiovisive di quegli anni. Immagini, parole, canzoni e personaggi definiscono il magmatico divenire del boom economico: l'urbanesimo della speculazione edilizia e delle periferie dormitorio; i profili delle auto che mutano il paesaggio urbano; le ciminiere che lambiscono il cielo; la famiglia che modifica usi e costumi; i giovani e le donne che vogliono essere protagonisti della modernità; i braccianti che sciamano verso le città; gli operai che agognano il possesso della casa, dell'utilitaria, della televisione e degli elettrodomestici, senza dover rinunciare alla villeggiatura estiva. Il miracolo raccontato dai media è la storia di un'unificazione materiale, di una "comunità immaginata" in cui ognuno può identificarsi in una nazione moderna in cui sono saltate tutte le vecchie gerarchie di potere dell'Italia rurale. L'unica riforma strutturale possibile è accettare la nuova realtà.
Novantadue. L'anno che cambiò l'Italia Ravveduto M. (Cur.) - Castelvecchi, 2012 - Rx
Il novantadue non è un anno qualsiasi. Per molti è il confine che separa la Prima Repubblica dalla cosiddetta Seconda Repubblica. Per gli autori di questa antologia - molti dei quali provenienti dall'esperienza di Strozzateci tutti - è un paradigma: una chiave di volta che esemplarmente coniuga permanenze e rotture della storia italiana. Dodici mesi densi di avvenimenti tragici, epocali, sensazionali in cui affiorano le profonde crepe politiche, economiche e civili che caratterizzano gli ultimi quarant'anni di vita repubblicana. Il 1992 non è solo l'anno delle stragi di Falcone e Borsellino, è piuttosto un'escalation: Tangentopoli, il voto proporzionale uninominale, l'affermazione della Lega, l'agonia dei partiti di massa, la voglia di riscatto civile, il terrorismo mafioso, il debito sovrano alle stelle, l'intervento pubblico assistenzialista, il difficile rapporto con l'Europa. La lunga crisi della Repubblica sembra esplodere in tutta la sua urgenza lasciando immaginare che "nulla sarà come prima". Questo libro torna sui fatti accaduti, cercando di andare oltre le macerie materiali e morali accumulate nel corso di un ventennio, per raccontare, fuori dai luoghi comuni, le storie che lo hanno reso un anno "indimenticabile". Senza pregiudizi ideologici, né inutili moralismi, ma con passione civile. La ribellione dei cittadini di Palermo, l'organizzazione dell'attentato di Capaci, la televisione della pietà e del dolore, l'immaginario cinematografico, l'avanzata dei "perfidi" localismi...
1992. L'anno che cambiò l'Italia Ravveduto M. (Cur.) - Castelvecchi, 2015 - Storie
Il 1992 non è un anno qualsiasi. Per molti è il confine che separa la Prima Repubblica dalla cosiddetta Seconda Repubblica. Per gli autori di questa antologia è una chiave di volta che coniuga permanenze e rotture della storia italiana: dodici mesi densi di avvenimenti tragici ed epocali, in cui affiorano le crepe politiche, economiche e civili che caratterizzano gli ultimi quarant'anni di vita repubblicana. Tangentopoli, il voto proporzionale uninominale, l'affermazione della Lega, l'agonia dei partiti di massa, la voglia di riscatto civile, il terrorismo mafioso, il debito sovrano alle stelle, il difficile rapporto con l'Europa: la lunga crisi della Repubblica raccontata senza pregiudizi ideologici, né inutili moralismi, ma con passione civile.