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Storia della sociologia scientifica. I contemporanei Rinzivillo Guglielmo - Utet Università, 2025 - Universitaria
Per gli storici della sociologia, uno dei problemi più importanti del XXI secolo è quello di dover ricollocare la disciplina nell'età della conoscenza scientifica, rinunciando così alla letteratura storico-culturale e accademica, la quale ha dipinto l'evoluzione degli studi sociologici all'interno di uno stesso dualismo paradigmatico tra storia del pensiero sociologico e sociologia scientifica, un dualismo che ancora persiste e condiziona i rapporti tra la storiografia accademica più affermata e i risultati ottenuti, appunto, nel campo della scienza. Questa dicotomia ha saputo anche produrre per alcuni momenti l'idea che la sociologia scientifica fosse solo una disciplina a parte, una scienza dotata di un'accertata nonché propria autonomia storico-epistemologica e metodologica nel campo delle "scienze"; in una parola, la sociologia come scienza è sempre apparsa come storia a sé stante e non come il prodotto della sua interazione con altre discipline in campo scientifico. Ora, il fatto di ricercare in modo affannoso un carattere distintivo nel panorama degli studi storici della scienza e, soprattutto nel corso del XIX e XX secolo, ha saputo diffondere l'idea che la sociologia derivasse da sé stessa le proprie verità e i propri temi-problemi di fondazione e che proprio per questa ragione non avesse bisogno di una collocazione all'interno della storia delle materie scientifiche più accreditate, proprio nel momento in cui quelle discipline si aprivano alla considerazione della scienza come questione sociale, cioè come prodotto scienza-società, come risultato di una stretta colleganza tra materia scientifica, struttura e sviluppo storico-sociale in alcuni contesti. I maggiori risultati rispetto a quest'ultima considerazione si sono prodotti in Europa e negli Stati Uniti a partire dalla fine degli anni '70 del XX secolo, nell'apertura delle scienze sociali, e della sociologia in particolare, verso la storia della scienza, la sociologia della scienza e verso la filosofia della scienza. Come abbiamo modo di ripetere spesso, una storia della sociologia scientifica privata dei risultati "interni" del dibattito epistemologico che si è sviluppato in Europa nel corso della seconda metà del XX secolo non avrebbe oramai alcuna persistenza nel panorama delle discipline moderne. Semplicemente non potrebbe esistere, almeno come storia di una disciplina scientifica moderna tra i contemporanei. E, infatti, questa materia teorica ancora non c'è o è in perenne divenire logico-empirico, proprio come la sociologia sa di essere: una scienza del dover essere, valida in certi contesti di sviluppo e non in altri.
Storia della sociologia scientifica. Per ripartire dai classici e usarli in modo nuovo Rinzivillo Guglielmo - Utet Università, 2024 - Sociologica
La sociologia come disciplina scientifica non ha vissuto una vera e propria "età di mezzo", un periodo che lega le sue origini più antiche all'età moderna, nel senso che la sua storia più remota quasi coincide con l'avvento della società industriale in Europa e in America a partire dal XVIII secolo in avanti. Praticamente ieri. La storia della sociologia (così e come abitualmente la trattiamo) può considerarsi sia un'area tradizionale della sociologia sia una parte della storia delle scienze sociali studiata dalle storiche e dagli storici intellettuali e, nei nostri favorevoli auspici, dalla scienza. Una grande quantità di testi narrativi ha avuto oggi il sopravvento nello studio della storia della sociologia e del pensiero sociologico, accettando come valida una marcata versione di compilazione di svariate tipologie di studi descrittivi: manuali più o meno ricchi di casi importanti, corsi introduttivi, itinerari e compendi, atti di incontri e convegni, appunti, percorsi narrati, schemi teorici di riferimento, sillogi, raccolte solo biografiche, antologie e brevi letture di noti brani scelti... Questi documenti hanno arricchito la già estesa storiografia della disciplina e circolano nelle nostre università e nei vari programmi senza il timore di venire un giorno sconfessati; cosa, questa, che atterrebbe all'intento di poter scrivere finalmente una "storia della sociologia scientifica" la quale, come primum movens, tenderebbe innanzitutto a liberarsi dalla sua vecchia "protostoria" e anche dalla faticosa ma prolifica teorizzazione della sua stessa produzione "di periodo" che, per molti versi, avrebbe rappresentato l'unica via d'uscita per l'esercizio storiografico dei molti non addetti e addette ai lavori. Non è vero quindi che ogni sociologo può scrivere la sua storia e neanche che la storia della sociologia è la storia dei sociologi o, peggio, che ogni sociologia è storia della sociologia, così e come pensano al giorno d'oggi i qualitativi.
Robert King Merton Rinzivillo Guglielmo - Utet Università, 2019 - Sociologica
La compiuta vicenda del sociologo americano Robert King Merton - nome originale Meyer Robert Schkolnick, Philadelphia, Pennsylvania 4 luglio 1910 - New York, 23 febbraio 2003 - costituisce l'esempio più eclatante della tendenza della sociologia nell'ultimo secolo di divenire una materia inserita nel quadro dello sviluppo della storia della scienza. Questa caratteristica non era nota prima e, comunque, la reattività degli studiosi nei confronti di questo tema-problema era abbastanza limitata. I contributi dell'autore americano a riguardo sono di un'importanza straordinaria e rappresentano per la rinnovata storia della sociologia o, meglio, per la storia del pensiero sociologico scientifico, una vera e propria spinta in avanti. Proprio in questa direzione, va affermato che l'apporto di Merton non si ferma alla conclamata connessione 'di periodo' tra teoria e ricerca empirica ma va ben oltre, al di là dell'affermazione di precisi confini epistemologici dei quali la scienza sociologica rivendica finalmente il possesso tra le scienze sociali.