Libri di Ripa
Bibliografia di Ripa: tutti i libri in vendita online editi da Nottetempo
Dialogo immaginario con Jacques Lacan Ripa Di Meana Gabriella - Nottetempo, 2010 - Gransassi
Una psicanalista dei nostri giorni immagina di incontrare Jacques Lacan. Parlano di scrittura, di crisi della psicanalisi, di Freud, di linguaggio, di tecnica. Qual è il destino attuale dell'inconscio, del soggetto, del desiderio e della verità? Che dire degli stereotipi della guarigione, dei farmaci, della scienza, della terapia? Dell'ortodossia e della libertà? Tra coincidenze e contrasti, i due interlocutori condividono un bruciante disagio per la nostra modernità.
La morte di Gadda Ripa Di Meana Ludovica - Nottetempo, 2013 - I Sassi
"Gli chiedo come si sente. "Non tanto bene". Poi aggiunge: "Sono vicino alla fine. Grazie, signora Meana, grazie, ma non si disturbi."
Lacune Ripa Di Meana Gabriella - Nottetempo, 2012 - Saggi. Figure
Siamo abituati a pensare le lacune come mancanze, vuoti, salti nel nulla. Così come pensiamo che i sintomi di sofferenza psichica siano difetti di funzionamento da sanare, carenze cui rimediare. Gabriella Ripa di Meana rovescia questa prospettiva, mostrando come sia proprio nelle lacune, nelle incompletezze, nei sintomi affrontati come risorse e non come handicap che si annida il nutrimento più attivo della psiche e della vita stessa. Andando contro l'imperativo dell'attualità secondo cui "tutto quello che non colma e non rassicura, non è", contro il mito della compattezza e della conformità del soggetto, l'autrice affronta, attraverso 43 testi brevi e frammentari, temi come l'identità, l'indifferenza, il lutto, la lussuria, il sintomo, l'appartenenza, l'oblio, l'inconscio, il femminile, il maschile... Ed esplora il discorso di grandi testi letterari e psicanalitici, oltre a quello di alcune persone in cura, sondandolo nei vuoti più che nei pieni, nelle fratture, nelle lacune in quanto possibili aperture di senso. Piccoli scavi che, per incompletezza, vorrebbero esporre il lettore a un'intelligenza ulteriore e del tutto individuale delle cose: perché il mistero soggettivo riesca a sopravvivere, senza farsi sommergere dalle aspettative della coscienza e da ogni potere che reclami soggezione o adattamento.