Libri di Aldo Rizzo
Bibliografia di Aldo Rizzo: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Del Faro
Caos poetico Rizzo Aldo - Edizioni Del Faro, 2022
"Caos poetico" è una raccolta di racconti di innamoramento. L'innamoramento è un pathos che vive il tempo presente, agisce il presente e muore nel tempo presente. L'innamoramento è una fusione, è un divorarsi, è un'idealizzazione. L'innamoramento è voragine, abisso, immensa apertura e si esaurisce quando eros dà vita alla relazione duale amorosa.
L'eclissi del padre. La dipendenza patologica nell'adolescenza Rizzo Aldo - Edizioni Del Faro, 2014
La metafora "eclissi" è del padre e scivola su altre figure identitarie e istituzioni, come la famiglia, la scuola e altre, tutti soggetti ad un processo di destrutturazione-ristrutturazione identitaria e funzionale intimamente coerente con la società liquida e consumistica odierna. Sostengo l'eclissi e non l'assenza loro, come i più fanno. In questo scenario di perdita di umanità origina e si alimenta il fenomeno complesso della dipendenza patologica, specie quella giovanile. La dipendenza patologica, sia nelle modalità di controllo sia nell'intervento curativo, per l'allarme sociale conseguente, diviene sinonimo di "lotta contro..." quasi a dare anima ad una sostanza che anima non ha. Io credo che l'itinerario, sia nella prevenzione che nella cura, deve tendere a ristrutturare le identità attraverso un processo di umanizzazione e di narrazione delle vicende umane. La dipendenza patologica, come vicenda umana, non può essere straniera di questo processo di umanizzazione e narrazione.
Memorie e presenza. Scuola e manicomio: «andare verso» Rizzo Aldo - Edizioni Del Faro, 2016
"Memorie e presenze" è il racconto critico di una porzione dell'attività lavorativa dell'autore presso la struttura ospedaliera "Fatebenefratelli" di S. Maurizio Canavese (TO). L'arco di tempo raccontato è compreso tra il novembre del 1967 e gli inizi degli anni Ottanta. Nel 2007 è andato in pensione. In quel tempo è stato maestro elementare, poi operatore psichiatrico e infine psicologo-psicoterapeuta. Il variegato ruolo funzionale, come per ogni altro abitante del mondo manicomiale (malato e operatore), non è stato risparmiato dalle indicibili ferite proprie dell'istituzionalizzazione. In questo tempo, come ogni abitante del mondo manicomiale, ha fatto utilizzo delle finzioni rafforzate (simil-delirio) per negare e/o razionalizzare queste ferite. L'ossimoro "scuola-manicomio" ha lenito e poi guarito tali ferite perché ha accettato, accolto e interagito con 'l'uomo-malato"; l'ossimoro "scuola-manicomio" e le successive iniziative hanno colto l'originale pensiero basagliano, pensiero sovente ideologizzato sino a negare l'esistere della malattia mentale e, paradossalmente, a negare anche l'uomo-soggetto-malato.