Libri di Gianni Rizzoni
Bibliografia di Gianni Rizzoni: tutti i libri in vendita online editi da Metamorfosi
La società dei pulcinella. Carlo Porta, Giandomenico Tiepolo Rizzoni Gianni - Metamorfosi, 2022 - Varia
Non si può sapere se Carlo Porta, impiegato contabile e poeta milanese, abbia conosciuto o no Giandomenico Tiepolo, pittore e affrescatore veneziano: l'unico dato storicamente certo è che Porta ha vissuto oltre un anno a Venezia, nel 1798-99, quando il pittore viveva ritirato nella sua piccola villa di Zianigo ma continuava a lavorare nella città lagunare. Anche se non si sono mai conosciuti, però, esistono singolari consonanze nelle loro opere, dovute in parte a fattori storici, al clima sociale di quel periodo tumultuoso, perennemente in bilico tra rivoluzione e restaurazione, ma forse ancora di più alla comune forza satirica unita alla sensibilità nell'affrontare i temi umani e politici dell'epoca. La poesia in lingua milanese di Carlo Porta e le creazioni di Giandomenico Tiepolo sono praticamente contemporanee, descrivono e interpretano, nella loro specifica genialità, le due più importanti società italiane di fine Settecento e degli albori dell'Ottocento, quella della Lombardia e quella del Veneto, regione che nel 1797 perde la sua secolare libertà. Tiepolo ha scelto come suo "portavoce" la maschera di Pulcinella - ereditata in parte dagli affreschi del padre Giambattista; Porta il "buseccone", il popolano milanese di tanto cuore e di altrettanta sfortuna, eterna vittima di quelli più grossi di lui, a partire dagli stranieri che si alternano nel dominio dei nostri paesi. Un personaggio declinato in vari nomi, Giovannin Bongee, Ninetta del Verzee, Marchionn di gamb avert... Pulcinella è "la" maschera universale per eccellenza, l'unica che nel mondo moderno ha conservato una prepotente presenza e una sempre rinnovata vitalità, come già notava Benedetto Croce, mentre tutte le altre maschere sono state lentamente dimenticate o confinate in ambiti regionali. Testi di: Ugo Corsi, Albert Craievich, Daniele D'Anza, Maria Teresa Donati, Adriano Mariuz, Mauro Novelli, Gianni Rizzoni, Gianfranco Scotti. Presentazione di Mauro Novelli.
Carlo Porta poetta ambrosian Rizzoni Gianni - Metamorfosi, 2025 - Piccola Biblioteca Dell'agenda Letteraria
Nel 1853 Manzoni si divertiva a leggere agli amici le poesie di Carlo Porta: «ha fatto ridere già due generazione» diceva, «ne farà ridere ancora molte, era un uomo che inclinava alla malinconia, ed essendo così pungente, ardito e avventato nei suoi scritti, era poi di una timidità d'animo strana». Una testimonianza preziosa, che in poche parole rivela la duplice natura dell'Omero milanese: il carattere socievole, la sua umanità, la buona educazione, l'attaccamento alla famiglia e al lavoro da una parte; dall'altra la fantasia scatenata in satire feroci contro i prepotenti e i parassiti del tempo, nobili oziosi, religiosi senza religione, damazze ignoranti. E la sua grande pietà per per i poveri e per gli umili, come Giovannin Bongee, la Ninetta del Verzee e il Marchionn. Senza dimenticare le sue poesie "civili" sui disastri degli occupanti stranieri, francesi o austriaci che siano. Come scrive il suo maggior studioso, Dante Isella, Porta ha avuto la ventura di vivere « in una di quelle epoche che, per la storia degli uomini, contano più di secoli: in una città per giunta, che si trovò ad essere attivamente partecipe dei grandi avvenimenti da cui in breve tempo le strutture della società europea uscirono trasformate».
La parola soave, el dolce riso Rizzoni Gianni - Metamorfosi, 2025 - Varia
Alla fine di ognuna delle dieci giornate del Decameron, l'allegra brigata di belle fanciulle e giovani accompagnatori si raduna in piacevoli cene che si concludono con balli e canti. E ogni sera il re o la regina della giornata incarica qualcuno di cantare un'ultima canzone, accompagnato dalla musica: un suggello allegro, triste, malinconico, provocatorio del tempo trascorso, degli amori nascenti o sottilmente rifiutati. Rileggiamo insieme queste dieci canzoni. E poi leggiamo un'ampia scelta di rime d'amore che Boccaccio ha scritto lungo tutta la sua vita, da quelle per fiammetta agli ultimi amori. Poesie molto vicine ai versi di Dante e del suo amico Francesco Petrarca, spesso più semplici, in compenso più vicine alla nostra sensibilità "moderna".