Libri di Romano
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Donna e uomo: due modi di essere umano. Percorsi di etica e identità di genere Romano Enrica - Edizioni Sophìa, 2017 - Prometeo
"Donna e uomo: due modi di essere umano": il titolo dato a quest'opera, con sottotitolo "percorsi di etica e identità di genere", intende mettere in luce l'ipotesi della costituzione di due Sé: il Sé femminile e il Sé maschile, a partire da un diverso sviluppo psicosessuale, maschile e femminile. Donna e uomo amano, pensano, agiscono in modo differente? Si approcciano diversamente alla scienza, alla politica, alla conoscenza? Ritengo improcrastinabile la divulgazione e la partecipazione di tale ricerca agli studenti e alle studentesse delle scuole di ogni ordine e grado.
Zucchero amaro. Testo inglese a fronte. Ediz. bilingue Romano Enrica - Edizioni Sophìa, 2017 - Poiesis
"Giocano nelle costruzioni di questa poesia il desiderio dell'attimo, il gusto dell'ossimoro, la concentrazione su un'esplosione, la ricerca dell'inatteso. Ogni composizione micro-poematica sembra, perciò, obbedire a un triplice gesto: la ricerca di una parola pregiata, il suo inserimento in un contesto inatteso, il suo radicarsi in un'emozione improvvisa, spesso un dolore. Sembra, in questo modo, che l'autrice voglia confessare a se stessa e al lettore la nascosta funzione auto-terapeutica della poesia. Si tratta di una terapia molto fine, ad alta definizione formale, che cerca la salvezza dal dolore nell'idea di una parola che se ne fa portavoce e sigillo. Ogni composizione ha, così, la sua parola preziosa, il suo atto di invenzione contestuale, il suo legame con un desiderio, la sua possibile origine in un grido." (Dalla prefazione del Prof. Giuseppe Limone)
Zucchero amaro Romano Enrica - Edizioni Sophìa, 2016 - Poiesis
Giocano nelle costruzioni di questa poesia il desiderio dell'attimo, il gusto dell'ossimoro, la concentrazione su un'esplosione, la ricerca dell'inatteso. Ogni composizione micro-poematica sembra, perciò, obbedire a un triplice gesto: la ricerca di una parola pregiata, il suo inserimento in un contesto inatteso, il suo radicarsi in un'emozione improvvisa, spesso un dolore. Sembra, in questo modo, che l'autrice voglia confessare a se stessa e al lettore la nascosta funzione auto-terapeutica della poesia. Si tratta di una terapia molto fine, ad alta definizione formale, che cerca la salvezza dal dolore nell'idea di una parola che se ne fa portavoce e sigillo.