Libri di Cur Romeo

Bibliografia di Cur Romeo: tutti i libri in vendita online editi da Blues Brothers

R.E.M. live show libro
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LIBRO   9788880740896

R.E.M. live show Romeo A. (Cur.)   -  Blues Brothers, 2012

Bill Berry: «Ho odiato Mike Mills dalla prima volta che l'ho visto. Era il classico tipo del secchione, era tutto quello che io disprezzavo: era un ottimo studente nella manica dei professori, che non fumava né marijuana né sigarette (io stavo sperimentando la dimensione lisergica)... Poi, purtroppo, lui è diventato il mio migliore amico, e io il suo». Michael Stipe: «Peter mi portò in un club, dove mi fece conoscere Bill e Mike. La prima cosa che all'uscita del club dissi a Peter fu: "Non starò mai in una band in compagnia di gente del genere!"...». Peter Buck: «Non sapevamo come chiamare la nostra band... Pensammo a un nome come Cans of Piss ("Lattine di piscio"), poi ci venne in mente la faccia dei nostri genitori... Una notte, dal vocabolario saltò fuori Rem...».

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Red Hot Chili Peppers live. Kiedis, Flea, Frusciante & C. si raccontano libro
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LIBRO   9788880740940

Red Hot Chili Peppers live. Kiedis, Flea, Frusciante & C. si raccontano Romeo A. (Cur.)   -  Blues Brothers, 2012

Kiedis, Flea, Frusciante & C. si raccontano.

€ 12.00 € 11.40
LIBRO   9788880740995

The Cure show. Robert Smith racconta i Cure Romeo A. (Cur.)   -  Blues Brothers, 2012

Robert Smith racconta i Cure. «In un certo senso, per me i Cure sono stati una scelta obbligata. Quando mi cacciarono fuori dalla scuola superiore, la mia famiglia cominciò a fare pressioni perché mi trovassi un lavoro, uno qualsiasi, purché fosse un'occupazione. Ma io ero arrivato al punto che mi sarei suicidato piuttosto di lavorare: che l'ufficio di collocamento desse pure lavoro a chi lo voleva, io me ne sarei rimasto a casa ad ascoltare musica. Non avevo altre prospettive, e così decisi di impegnarmi a fondo con la band. I primi anni sono stati terribili, ma anche nei momenti peggiori era sempre meglio che lavorare». «La trasgressione fine a sé stessa è la cosa più banale che si possa immaginare. La stampa mi ha cucito addosso l'immagine di simbolo-dark oppresso da una realtà troppo grande per lui, e che si spinge fino ai limiti dell'autismo e dell'incapacità di vivere, rifugiandosi nel sintetico universo delle droghe: ma è una cosa ridicola, perché se fossi come mi descrivono, sarei completamente in balìa degli eventi, incapace di fare alcunché, mentre due o tre cosette mi sembra di averle combinate...».

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disp. incerta
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