Libri di Augusta Romoli
Bibliografia di Augusta Romoli: tutti i libri in vendita online editi da Nicomp Laboratorio Editoriale
Racconti e storie dei bambini nel Novecento Romoli Augusta - Nicomp Laboratorio Editoriale, 2015
"Qualche bambino mi ha chiesto se anch'io quando ero piccola leggevo le storie dei fanciulli ed io ho replicato che m'incuriosivano i racconti dei bambini di un'epoca lontana dalla mia, e, così, leggendo le storie dei bambini della fine dell'Ottocento, comprendevo anche la società di allora... Ecco, ora sono passati tanti anni dall'età bellissima della mia infanzia, ma trovo ancora oggi nei piccoli lo stesso interesse che induce a frugare in qualche cassetto chiuso con i ricordi lontani, magari episodi dell'infanzia di qualche nonno: questo libro è l'occasione per curiosare nell'infanzia del passato." Età di lettura: da 6 anni.
Frange di vita Romoli Augusta - Nicomp Laboratorio Editoriale, 2016 - Letture
Nella poesia di Augusta Romoli il sentimento è il protagonista assoluto. Poesia degli affetti, poesia della nostalgia, poesia delle immagini dolci dell'infanzia... Augusta Romoli non vive la poesia romantica come un nostalgico sguardo al passato, ma è donna del suo tempo, percorre i problemi ed i danni della sua avventura umana immersa nel mondo e nelle sue catastrofi... Così da neoromantica a poco a poco la Romoli ci svela anche la sua vis poetica sociale, la caratteristica tutta fiorentina di analisi scanzonata ed immediata del sociale, il parlare quotidiano che prende il posto del sogno. Che pure persiste e l'avvolge. In fondo rimane la proiezione poetica di un mondo d'armonia, un altrove sognato e mai raggiunto.
Una storia dalla seconda guerra mondiale Romoli Augusta - Nicomp Laboratorio Editoriale, 2014 - Letture
Anni di silenzio su certi fatti eclatanti e volutamente taciuti della nostra Storia negli anni 1943-1945: un intero esercito italiano di 600.000 militari deportati nei lager sparsi su tutto il territorio tedesco e non solo. Uomini che, soli, con la propria coscienza, scelsero il NO alla collaborazione con la Germania, per cui furono costretti alla fame, ad angherie inimmaginabili, da parte di coloro che ubbidirono ad un ordine folle di Hitler: i militari italiani nei lager non dovevano essere trattati come "prigionieri di guerra", ma come "Internati Militari Italiani" (I.M.I.), in dispregio al diritto internazionale di guerra. Fu questa la qualifica per sottrarli a quell'assistenza ed al controllo che la Convenzione di Ginevra aveva assegnato alla Croce Rossa Internazionale. Gli IMI furono abbandonati al loro martirio per fame, gelo e costretti a lavori pesanti. È un tassello di storia sconosciuto ai più; ma da questa lettura di un episodio privato di un Maresciallo dei Carabinieri, nel contesto della 2a Guerra Mondiale, molti italiani, che hanno avuto in famiglia la storia analoga di un soldato, si possono identificare.