Libri di Nicola Rondinone
Bibliografia di Nicola Rondinone: tutti i libri in vendita online editi da Giappichelli
C'era una volta il diritto fallimentare Rondinone Nicola - Giappichelli, 2025
Il volume, pur caratterizzandosi come monografia scientifica rivolta principalmente ai docenti della materia del "Diritto della crisi d'impresa", può essere apprezzato anche da professionisti e magistrati del settore. In esso viene effettuato un commento critico dei tratti più qualificanti del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, mediante un artificio narrativo inusuale in una libro di caratura scientifica, ossia affidando tale commento a un giurista del passato, in rappresentanza dei più importanti fallimentaristi dell'epoca di emanazione della legge fallimentare. Richiamare alla memoria il quadro valoriale e le scelte che erano alla base del vecchio diritto fallimentare conduce a ridimensionare le novità del moderno diritto della crisi e a far capire che il secondo, all'opposto dei suoi ambiziosi obiettivi, potrebbe sortire risultati meno apprezzabili del primo sotto molteplici punti di vista.
Lo spettro dell'organizzazione in forma d'impresa nel Libro del Lavoro Rondinone Nicola - Giappichelli, 2022
In quest'opera, sulla scia di un precedente volume sulla storia evolutiva del concetto di impresa nella codificazione del 1942, l'autore propone una rilettura del sistema delle norme contemplate nella parte generale del Libro del Lavoro sul presupposto principale, confortato da molteplici argomentazioni di diritto positivo, che i conditores vi abbiano impiegato la nozione di «impresa» in modo uniforme quale forma di organizzazione suscettibile di dare luogo a un organismo giuridico. La concezione organicistica dell'impresa, pur condivisa dal più autorevole studioso del diritto commerciale dell'epoca nonché capace di cogliere l'unità del fenomeno economico, sin dagli anni successivi all'entrata in vigore del codice civile, infangata oltre misura dallo stigma corporativo, è stata soppiantata dalla concezione politicamente neutrale dell'impresa come attività (dell'imprenditore); ma ciò non toglie che la prima, quale spettro che ancora alberga nell'edificio codicistico, conservi un significativo valore a fini ermeneutici, sin qui ingiustamente sottostimato. In effetti, solo attraverso tale spettro si riesce a afferrare la policromia della complessa terminologia tecnica riscontrabile nel Libro V, la cui ricostruzione consente di meglio comprendere la portata di non poche disposizioni e di risolvere persuasivamente questioni interpretative controverse quanto rilevanti.
Impresa e commercialità attraverso il «lato oscuro» dell'unificazione dei codici Rondinone Nicola - Giappichelli, 2020
Giugno 1940. L'entrata in guerra dell'Italia influisce anche sui lavori per i codici. Si gioca una partita complessa cui prendono variamente parte giuristi, economisti, esponenti della politica e di centri di interesse. Ne è principale motore e centro di fuoco il concetto di impresa, con i suoi molteplici significati tecnici e ideologici. La disputa, combattuta dall'interno come dall'esterno della macchina legislativa, non si attenuerà con l'entrata in vigore del codice civile e nemmeno con la caduta del fascismo, attraversando le tormentate vicende che seguono sino all'avvento della carta costituzionale; peraltro, anche dopo, non verrà mai svelata in tutte le sue sfaccettature. Quale è stato il fattore decisivo che ha provocato la fine del codice di commercio? Quali erano gli obiettivi di Mussolini? A chi va ascritta la paternità della definizione di imprenditore? Quali forze hanno prevalentemente inciso sulle norme in tema di impresa? Come ha potuto il Libro del Lavoro trapassare nell'ordinamento del nuovo Stato? Al fine di sciogliere questi e altri interrogativi, l'autore ha coniugato l'esame di materiali di archivio e di pubblicazioni spesso misconosciute con l'analisi tecnica dei progetti succedutisi, ricavandone conferme e sorprese sul piano della ricostruzione storica, nonché spunti di riflessione per gli studiosi del diritto positivo.