Libri di Rosel
Bibliografia di Rosel: tutti i libri in vendita online editi da Aracne
Calchi di spazio, mnemosine e rovine. Sculture in calcestruzzo dal Novecento ad oggi. Ediz. illustrata Rosellini Anna - Aracne, 2019
Quella del calco in calcestruzzo è diventata col tempo una questione decisiva nella scultura contemporanea e, grazie a questa, ha assunto importanza anche nell'architettura. Fatta eccezione per i calchi delle sculture in pietra eseguiti dagli artisti sin dai primi decenni del Novecento, il calco in calcestruzzo svincolato dalla copia inizia a delinearsi quale particolare forma di scultura solo nella seconda metà del secolo. Lo stesso materiale diventa nelle mani degli artisti un composto in grado di rivelare i vuoti invisibili e appena tratteggiati dagli oggetti domestici, inoltre può far apparire ciò che, secondo la tradizione antica, è all'origine della pittura: l'ombra di una persona amata. Nauman, Penone, Uncini, Gormley, Kiecol, Salcedo, Whiteread e Genzken sono tra i principali protagonisti delle diverse espressioni del calco in calcestruzzo quali ricognizioni sugli accadimenti dello spazio, sia fisico che introspettivo: il sentimento della rovina viene espresso, ad esempio, attraverso la creazione di un calcestruzzo grezzo da cui spunta la rugginosa armatura in acciaio di un edificio divelto. I calchi dello spazio e dei ricordi materializzati dagli artisti hanno finito per condizionare alcuni dei processi nella fabbricazione del calcestruzzo in architettura. All'inizio del Duemila sono nati così edifici e monumenti costruiti da AFF Architekten, Diener & Diener, Brandlhuber, Kerez, Buchner & Bründler, Edouard François e Christ & Gantenbein a partire dal calco di costruzioni abbandonate e destinate alla distruzione, che ritrovano nuovamente vita. Il saggio offre un frammento dello straordinario universo creativo della scultura in calcestruzzo cui è dedicata la serie "Sculture in calcestruzzo dal Novecento ad oggi" curata da Anna Rosellini.
Le Corbusier e la superficie. Dal rivestimento d'intonaco al «béton brut» Rosellini Anna - Aracne, 2013 - Spazi Di Riflessione
Il saggio analizza, a partire dall'incipit scritto da Le Corbusier nel 1920 e intitolato La surface, questioni come quella del rapporto tra la scelta del rivestimento d'intonaco e l'apologia del béton brut; formula interrogativi sulla complementarietà o meno di due opposte visioni della verità dei materiali; si interroga, in linea con le preoccupazioni filologiche contemporanee, su quale possa essere stata l'esatta natura di quegli stessi materiali. Grazie al parametro fondamentale della superficie i numerosi documenti tecnici, i computi estimativi, i carteggi con gli imprenditori o gli imbianchini e i disegni dei dettagli costruttivi hanno potuto comporsi in un quadro d'insieme che non si riduce alla semplice storia delle tecniche predilette da Le Corbusier.
Giacomo Leopardi e gli orizzonti dell'infinito-nulla Roselli Daria - Aracne, 2014 - I Nuovi Critici
L'autrice intende presentare un particolare punto di vista sull'opera di Giacomo Leopardi, poeta troppo spesso etichettato come "pessimista" e "nichilista", partendo, paradossalmente, proprio dal nulla, inteso come "non-essere", "non-senso". Siamo proprio sicuri che il nulla leopardiano sia solo questo e che il suo rapporto con l'infinito si riduca a una semplice identificazione con lo "sconfinato", il puro "vuoto"? Gli orizzonti dell'infinito-nulla ci svelano un legame nuovo, originario e autentico con la dimensione dell'essere, oltre il vuoto abisso nel quale il nichilismo vorrebbe gettare il pensiero leopardiano.