Libri di Pierre Rousselot
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Il problema dell'amore nel Medioevo. Nuova ediz. Rousselot Pierre Bosco D. (Cur.) - Morcelliana, 2024 - Filosofia
È possibile un amore che non sia egoista? E se è possibile, quale rapporto si instaura tra il puro amore per l'altro e l'amore di sé, fondamento delle inclinazioni naturali? Il problema dell'amore, come quello della conoscenza, si focalizza sul reciproco rapporto tra "sé" e "altro da sé". Se dunque la conciliazione dell'amore di sé e dell'amore per l'altro è possibile, essa si trova nell'amore di Dio. A partire da questa considerazione, nel Medioevo sono stati proposti due modelli interpretativi del problema dell'amore. La concezione fisica, di ispirazione greco-tomista e fatta propria da Ugo di San Vittore e da san Bernardo, che cerca di stabilire un'armonica continuità tra l'amore-bramosia e l'amore amicale. E la concezione estatica, maturata nella scuola di Abelardo e penetrata nella scolastica francescana, che al contrario considera l'amore tanto più perfetto quanto più pone il soggetto "fuori da sé" e pienamente realizzato nell'assorbimento di chi ama nell'oggetto d'amore. Grazie a testi particolarmente significativi, questo saggio analizza i lineamenti di queste due teorie medievali dell'amore e le speculazioni sistematiche che ne sono derivate in ambito filosofico e teologico.
Il problema dell'amore nel Medioevo Rousselot Pierre Bosco D. (Cur.) - Morcelliana, 2007 - Filosofia. Nuova Serie
È possibile un amore che non sia egoista? E se è possibile, quale rapporto si instaura tra il puro amore per l'altro e l'amore di sé, fondamento delle inclinazioni naturali? Il problema dell'amore, come quello della conoscenza, si focalizza sul reciproco rapporto tra "sé" e "altro da sé". Se dunque la conciliazione dell'amore di sé e dell'amore per l'altro è possibile, essa si trova nell'amore di Dio. A partire da questa considerazione, nel Medioevo sono stati proposti due modelli interpretativi del problema dell'amore. La concezione fisica, di ispirazione greco-tomista e fatta propria da Ugo di San Vittore e da san Bernardo, che cerca di stabilire un'armonica continuità tra l'amore-bramosia e l'amore amicale. E la concezione estatica, maturata nella scuola di Abelardo e penetrata nella scolastica francescana, che al contrario considera l'amore tanto più perfetto quanto più pone il soggetto "fuori da sé" e pienamente realizzato nell'assorbimento di chi ama nell'oggetto d'amore. Grazie a testi particolarmente significativi, questo saggio analizza i lineamenti di queste due teorie medievali dell'amore e le speculazioni sistematiche che ne sono derivate in ambito filosofico e teologico.
Gli occhi della fede Rousselot Pierre Osto G. (Cur.) - Morcelliana, 2026 - Pellicano Rosso
L'atto di fede dev'essere libero e, al tempo stesso, fondato su una certezza. Conciliare questi due presupposti è difficile: la certezza implica che l'amore sia guidato da una conoscenza razionale; la libertà, al contrario, esige che sia l'amore a orientare l'assenso. L'uomo vuole perché vede la verità o vede la verità perché vuole? La grazia - questa la risposta di Rousselot - illumina i contenuti della fede: non aggiunge ragioni per credere, ma permette di guardare a esse da una prospettiva inedita, di coglierne la sintesi, di percepire come certo ciò che l'intelligenza, con le sue sole forze, può giudicare soltanto probabile. Senza nulla togliere al ruolo dell'intelletto, «è la luce della fede a mostrare che bisogna credere». È il fatto stesso di amare a donare, a colui che ama, occhi nuovi e una certezza nuova.