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L'ascolto e la visione. Don Nicola Jobbi e l'Appennino centrale del XX secolo Spitilli G. (Cur.) - Bambun, 2020
Questo volume è il catalogo della mostra "L'ascolto e la visione. Don Nicola Jobbi e l'Appennino centrale del XX secolo", la prima esposizione organica dedicata all'archivio e alle attività del parroco etnografo Don Nicola Jobbi nella montagna teramana a partire dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento. Articolata in due sezioni complementari, la mostra è stata presentata preliminarmente a Teramo e a Montorio al Vomano dal 14 giugno al 31 agosto 2018; in programmazione in altri luoghi e contesti museali nazionali costituirà, in seguito, l'allestimento permanente del Centro Studi Don Nicola Jobbi, oggi ospitato presso l'Università degli Studi di Teramo. Alle pendici del Gran Sasso e sui Monti della Laga, Don Nicola Jobbi incontra, a partire dai primi anni Sessanta del secolo scorso, un mondo in apparenza a portata di mano ma largamente sconosciuto, che si sforza di documentare incessantemente fin dai primi giorni di quella che sarà, di fatto, una ventennale permanenza. È un'indagine multimediale appassionata e istintiva che ci restituisce oggi, a distanza di oltre cinquant'anni da quei giorni, un corpus documentale straordinario, come straordinario è ciò che tali documenti raccontano e testimoniano: il tentativo coraggioso di un incontro umano irripetibile, di una sperimentazione culturale, sociale e politica fra un parroco e le sue comunità di accoglienza, da quelle più vicine, nelle quali risiedeva, a quelle più lontane, visitate occasionalmente nel corso dei tanti e frequenti spostamenti nei territori montani. Una vita intera dedicata alle persone, all'ascolto e alla visione come chiave cristiana di accesso all'altro, che in questa esposizione trova un primo tentativo di sintesi e di restituzione multimediale anche in chiave tecnologica e percettiva. Pensato anche come uno strumento di ricerca, il volume raccoglie e riproduce, in una visione unitaria, 143 documenti fotografici, largamente inediti, 16 figure tratte dagli allestimenti e dai contenuti esposti, 63 documenti d'archivio e, in formato multimediale accessibili tramite QRcode, 26 documenti sonori, 1 composizione sonora, 7 documenti audiovisivi in pellicola, 3 interviste video, 1 documentario.
Il paesaggio come comunicazione. Un ipertesto didattico sulla trasformazione del paesaggio del Fucino Saverioni Stefano - Bambun, 2019
I canali aperti dallo sviluppo della multimedialità possano offrire nuovi e potenti strumenti all'educazione ambientale per divulgare le molteplici e complesse tematiche relative all'ambiente e all'impatto antropico sul territorio. Nello specifico, la comunicazione del paesaggio può giocare un ruolo strategico, perché il paesaggio è in grado non solo di offrire la dimensione spaziale e concreta dell'ambiente ma anche di rappresentare l'immagine qualitativa e direttamente esperibile del rapporto uomo-ambiente. Nella consapevolezza dell'efficacia del mezzo ipertestuale nell'educazione e divulgazione ambientale, si è realizzato il prototipo di un ipertesto didattico sulla trasformazione del paesaggio del Fucino, avvenuta in seguito alla ciclopica opera di prosciugamento del lago omonimo, nella seconda metà dell'Ottocento. La particolarità della vicenda del prosciugamento del lago abruzzese, un tempo il terzo lago più grande d'Italia e ora ridotto ad una vasta e monotona pianura, costituisce infatti un esempio paradigmatico del problematico rapporto uomo-natura che ancora oggi è responsabile di profonde lacerazioni nel territorio e di pesanti manipolazioni degli equilibri naturali.