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Gli scacchi semplici Stean Michael - Cliquot, 2025
Gli scacchi non sono un gioco semplice, e affermarlo sarebbe assai fuorviante, per usare un eufemismo. Ma ogni volta che affrontiamo un problema complesso e inavvicinabile come blocco unitario, ciò che possiamo fare è scomporlo in elementi più piccoli e gestibili. In questo senso, anche gli scacchi possono diventare "semplici": se riusciamo a spogliarli di ogni sovrastruttura, di ogni accessorio inessenziale e impariamo a riconoscere, nella nostra pratica quotidiana, le questioni strategiche più importanti che stanno alle fondamenta del gioco stesso. Gli scacchi semplici, pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1978, è un grande classico della letteratura scacchistica, emblema dell'approccio di quei giocatori del blocco occidentale che, a partire dagli anni Settanta dopo il trionfo di Fischer, proposero un nuovo orientamento per superare la rigidità e il formalismo della Scuola sovietica. Con la prefazione di Federico Cenci.
Alla conquista della luna. Ediz. integrale Salgari Emilio - Cliquot, 2016 - Fantastica
La conquista della Luna è il simbolo dei grandi miti del Novecento. Per un attimo l'abbiamo toccata. Per un attimo siamo stati sedotti dall'abbagliante illusione che il mondo fosse nelle nostre mani, che le conquiste scientifiche e le innovazioni tecnologiche potessero aprire tutte le porte, anche quella della felicità. Eppure, prima ancora che il XX secolo sbocciasse, un fine scrittore di storie avventurose ci aveva avvertiti che la natura primigenia non avrebbe mai chinato il capo di fronte alla sfida spavalda delle ambizioni umane. E lo aveva fatto attraverso alcuni visionari racconti che qui sono raccolti per la prima volta insieme. "Alla conquista della Luna" contiene le rarissime incursioni di Emilio Salgari nel mondo del fantastico e del (proto)fantascientifico. Racconti pervasi da un pessimismo alla Edgar Allan Poe più che dalla verniana fiducia nella scienza e nel progresso, perché Salgari aveva capito quello che anche per noi è sempre più chiaro: l'umanità non può permettersi di giocare a essere Dio.