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- 9791255190981 Questa è la poesia che guarisce i pesci
- 9791224208426 L'arte di ottenere rispetto. Ediz. integrale
- 9788899994389 Eros e Agape
- 9788893281928 Portolano italiano
Fasciocapitalismo Rasmussen Mikkel Bolt - Edizioni Malamente, 2024
E se il fascismo non fosse scomparso alla fine della Seconda guerra mondiale, né potesse essere confinato tra politicanti ultra-nazionalisti, ma fosse diventato qualcosa di più diffuso che avvolge le nostre società sotto forma di espressioni culturali e stati psicologici? È questa la tesi disturbante sviluppata in chiave marxista libertaria e situazionista da Mikkel Bolt Rasmussen, quando afferma che il tardo capitalismo ha prodotto soggettività vuote e intercambiabili. Nella frammentazione della società dei consumi, esse rappresentano il brodo di coltura per un nuovo tipo di fascismo, diffuso e banale. Il fascismo aperto e dichiarato dei nuovi partiti di destra prospera infatti sul fascismo diffuso nei social media e nella vita di tutti i giorni. La paura di essere lasciati indietro e diventare perdenti alimenta il risentimento contro gli stranieri e contro tutte le alterità, che vengono percepite come una minaccia per la comunità nazionale sotto assedio. Il nuovo fascismo nutrito dal tardo capitalismo non abolirà del tutto le democrazie liberali, ma si accontenterà di dominare la società attaccando il suo guscio vuoto. Prefazione di Elia Rosati.
Il rovescio della guerra. Psichiatria militare e «terapia elettrica» durante il primo conflitto mondiale Rossi Marco - Edizioni Malamente, 2022 - Ombre
La Prima guerra mondiale, con le sue dimensioni estreme, vide l'irruzione massiva di feriti "dentro", invalidi con corpi apparentemente integri: per la psichiatria fu uno sterminato campo di studio e sperimentazione. Nella convinzione che per curare la mente bisognasse intervenire con forza sul corpo, le pratiche messe in atto contemplavano un vero catalogo di supplizi, compresa la cosiddetta terapia elettrica, intesa sia come strumento di cura per le nevrosi di guerra che come mezzo per smascherare i simulatori. D'altra parte, ogni soldato sofferente era visto e trattato come un presunto simulatore, quindi come un traditore della patria; specularmente, ogni insubordinato era guardato alla stregua di un malato di mente. L'orizzonte della cura si andò così perdendo, oscurato dall'ideologia nazionalista e dal militarismo. "Il rovescio della guerra" restituisce alla memoria a lungo negata gli orrori subiti dai soldati al fronte e nei manicomi: carne da macello sacrificata per gli affari del capitale. Allora come oggi, per molti di questi sopravvissuti più sensibili o fragili - vincitori o vinti - non resta che una vita da "scemi di guerra".
L'Internazionale del rifiuto. Una teoria per il nuovo ciclo di proteste Rasmussen Mikkel Bolt - Edizioni Malamente, 2026
Le proteste di massa che hanno scosso il pianeta dal 2011 a oggi condividono un tratto inconfondibile: il bisogno di contestare, rovesciare e distruggere le rappresentazioni politiche dominanti, senza preoccuparsi di proporne di nuove. Dalle Primavere arabe a Occupy, dalle strade di Hong Kong a Ferguson negli Stati Uniti, dai Gilets Gialli francesi a Gezi park a Istanbul e altrove, le rivolte non mirano a sostituire governi o leader per ottenere una versione migliore di quel che c'è già: mirano a smantellare la necessità stessa di governi e leader. Mikkel Bolt Rasmussen ci guida dentro questo "movimento del rifiuto" - o Internazionale del rifiuto - interpretandolo come l'emergere di una nuova azione rivoluzionaria. Una potenza destituente che inceppa le nozioni tradizionali di potere e contropotere chiuse nell'obsoleto recinto dello Stato-nazione. "¡Que se vayan todos!" non è più solo lo slogan argentino del 2001. È il ritornello di una comunità in divenire che, nel rifiuto di farsi governare, scarta l'idea di prendere il potere per restituire, finalmente, centralità alla vita.