Libri di Sanguineti
Bibliografia di Sanguineti: tutti i libri in vendita online editi da Carocci
Canzoni occitane di disamore Sanguineti F. (Cur.) Scarpati O. (Cur.) - Carocci, 2013 - Biblioteca Medievale
Nell'immaginario comune, le canzoni dei trovatori sono innanzitutto canzoni d'amore. Eppure proprio all'interno di questo corpus, che rappresenta la parte più consistente della loro produzione, non mancano motivi e situazioni che pongono invece in primo piano il rovescio dell'amore: dichiarazioni di abbandono del "servitium amoris", cambi di dama e affermazioni cariche di risentimento verso la donna un tempo amata o verso l'amore stesso. Questa antologia offre una selezione di componimenti tra i più rappresentativi della modalità poetica del disamore, presentandoli in edizioni critiche controllate, rivedute o rifatte ex novo. Il volume è corredato da un'ampia introduzione in cui sono analizzati gli elementi fondanti del disamore e la loro fortuna attraverso i secoli.
Commedia dell'Inferno. Un travestimento dantesco. Ediz. critica Sanguineti Edoardo Lorenzini N. (Cur.) - Carocci, 2005 - Piccola Biblioteca Letteraria
Il testo teatrale, originale e graffiante - come è nelle corde di Sanguineti procede attraverso una sequenza di scene in cui trovano spazio per monologhi o dialoghi personaggi chiave della Commedia quali Francesca, Ugolino, Farinata degli Uberti, Cavalcante ed altri. Un testo di forte impatto linguistico, ma anche sonoro, in cui si incontrano diverse lingue, l'antico francese, il latino e l'italiano dantesco.
Faust. Un travestimento Sanguineti Edoardo Lorenzini N. (Cur.) - Carocci, 2003 - Piccola Biblioteca Letteraria
Se tradurre è sempre tradire, e se riferirsi alla tradizione, nella modernità, è sempre operazione di straniamento, il «travestimento» del Faust proposto da Sanguineti si pone come esempio massimo di creativo "misreading". É un legame di lunga data, quello di Sanguineti con il Faust. Egli si confronta con il testo di Goethe con lo scopo, per nulla dissimulato, di raggiungere lo straniamento dall'originale, nella consapevolezza del carattere saturo raggiunto dalla citazione nell'epoca della modernità. Sanguineti cerca una «ricreazione» del Faust, in un confronto con il mostro sacro, che lo spinge, inesorabilmente, a fare i conti con «il mito per eccellenza della modernità», quel mito che ogni «autore moderno ha sognato di rinarrare, quando non lo ha rinarrato effettualmente». Si perpetua in tal modo l'immortale spinta a raccontare ancora quella storia, l'intima ambizione di «scrivere l'ultimo Faust possibile». Ne risulta un testo godibilissimo, ricco di echi e rifrazioni: lo si propone in nuova edizione accompagnata da un commento essenziale che aiuti a cogliere, nel confronto con l'originale, la pirotecnica abilità di manipolazione della parola, applicata qui dal poeta di Laborintus alle risorse gestuali e polifoniche della resa drammaturgica.