Libri di Alberto Savinio
Bibliografia di Alberto Savinio: tutti i libri in vendita online editi da Basalto Edizioni
Chi cerca i libri di Alberto Savinio trova un universo letterario eclettico, sospeso tra filosofia, musica, pittura e una scrittura che scardina la logica tradizionale. Seguire i libri in ordine cronologico di Alberto Savinio permette al lettore di immergersi nell'evoluzione di un intellettuale cosmopolita, capace di fondere il mito classico con le nevrosi e le inquietudini tipiche del Novecento europeo.
Biografia dell'autore
Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea de Chirico, nasce ad Atene nel 1891. Fratello minore del pittore Giorgio de Chirico, si forma come musicista prima di dedicarsi alla letteratura e alle arti visive. Vissuto tra Parigi e Milano, la sua esistenza itinerante riflette un bagaglio culturale cosmopolita che permea profondamente la sua prosa. Intellettuale di rara versatilità, ha saputo trasformare il saggio e il racconto in strumenti di indagine metafisica. Autore prolifico, ha collaborato con le principali riviste letterarie del tempo. Muore a Roma nel 1952.
Stile di scrittura
I libri di Alberto Savinio si distinguono per uno stile ironico e visionario, caratterizzato da un erudito gioco di incastri tra memoria biografica e invenzione fantastica. La sua cifra stilistica è inconfondibile in opere come la raccolta di memorie d'infanzia contenute in Infanzia di Nivasio Dolcemare, dove il dato reale viene costantemente trasfigurato. Savinio rielabora il mito greco, rendendo i personaggi divini figure umane e fragili, un espediente narrativo che lo ha reso un maestro imprescindibile della letteratura italiana moderna per la sua capacità di decostruire la realtà attraverso una prosa brillante e colta.
La casa ispirata Savinio Alberto - Basalto Edizioni, 2026 - Bassorilievo
Brillante, provocatorio, erudito. La casa ispirata è un oggetto narrativo difficile da inquadrare: romanzo surrealista, grottesco, sfugge come il suo autore a catalogazioni e classificazioni. È prima di tutto una satira, una provocazione audace, che mette alla berlina l'alta società parigina della fin de siècle, i suoi usi e costumi, il suo manierismo e le sue torri d'avorio. Eppure sul banco degli imputati non compare veramente la Città delle luci, né forse la decadenza della borghesia, ma più propriamente il presente, in cui Savinio sopravvive estraneo e un po' a fatica. E Parigi diventa lo sfondo ideale, l'archetipo perfetto, in cui ambientare una storia che alberga più nelle pieghe del subconscio che nei rivoli della cronaca. Con un afflato soprannaturale, metafisico, Savinio affresca una vicenda mai caricaturale, sempre verosimile, in tutta la sua travolgente assurdità.