Libri di Cur Scalon
Bibliografia di Cur Scalon: tutti i libri in vendita online editi da Gaspari
Il duomo di Udine. Storia e architettura tra Medioevo e Rinascimento. Ediz. a colori Scalon C. (Cur.) - Gaspari, 2023
Il volume è frutto di una ricerca sulla storia della Chiesa in Friuli che si proponeva di ricostruire la storia dell'edificio sacro prima della ristrutturazione settecentesca a partire dalle sue origini nel XIII secolo.
San Francesco di Udine. Un monumento da salvare e riscoprire. Ediz. a colori Scalon C. (Cur.) - Gaspari, 2020 - Istituto Pio Paschini
I due volumi, che raccolgono una serie di contributi scientifici e un'ampia documentazione fotografica, si propongono di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica, degli amministratori locali e delle istituzioni preposte alla conservazione del patrimonio culturale sulla chiesa di San Francesco di Udine: un monumento che, per interesse storico artistico, è tra i più importanti della città e dell'intero Friuli. Ci si riferisce non solo all'imponente architettura gotica ad aula unica, ma in particolare ai preziosissimi affreschi che videro l'intervento di artisti di provenienza eterogenea. Gli interventi compiuti nel secolo scorso, ampiamente documentati dalle foto di archivio qui riprodotte, attestano il grande interesse con cui le varie Soprintendenze e le Amministrazioni civiche succedutesi nel tempo si occuparono in passato di questo monumento. Le riproduzioni fotografiche di Luca Laureati mostrano a loro volta la bellezza e l'importanza di un edificio che rimane uno dei simboli della città.
Santa Maria del Castello. L'antica pieve di Udine Scalon C. (Cur.) Trevisan G. (Cur.) - Gaspari, 2026 - Monumenti Del Patriarcato Aquileiese
«Ci sono luoghi che non appartengono soltanto alla storia di una città. Ci sono luoghi che contribuiscono a spiegarne l'anima. Santa Maria del castello è uno di questi. Non è soltanto un edificio di straordinario valore storico e artistico. È un luogo che parla delle origini di Udine, della sua formazione, del suo rapporto con il sacro, con la comunità, con il tempo lungo della propria identità. Italo Calvino ha scritto che "la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee di una mano". È una immagine potente, ed è difficile trovarne una più adatta per Santa Maria del castello. Perché in questo luogo il passato di Udine non è semplicemente raccontato: è custodito, stratificato, inciso nella pietra, nelle forme dell'architettura, nei segni lasciati dai secoli. Questo volume ha quindi un valore che va ben oltre quello, pur fondamentale, della ricerca storica e scientifica. È un atto di restituzione. Restituisce alla città una consapevolezza più profonda di uno dei suoi luoghi fondativi. Restituisce spessore a una presenza che forse, per troppo tempo, abbiamo dato per acquisita senza interrogarla fino in fondo. E restituisce al lettore la complessità e la ricchezza di un bene che merita di essere conosciuto, compreso e vissuto. Una città matura è una città che sa leggere sé stessa. Che non considera il patrimonio come uno sfondo, ma come una parte viva del proprio racconto civile. Che non separa la tutela dalla valorizzazione, né la memoria dal futuro. È questa, in fondo, la sfida che abbiamo davanti ogni volta che ci confrontiamo con i luoghi più significativi della nostra storia: evitare che diventino presenza muta. Far sì che continuino a parlare. Non solo agli studiosi, non solo ai credenti, non solo ai visitatori, ma all'intera comunità. Santa Maria del castello ci richiama esattamente a questo compito. Ci ricorda che le radici non servono per fermarsi, ma per crescere con maggiore consapevolezza. E ci insegna che il patrimonio culturale, quando viene studiato, custodito e reso accessibile, non è mai solo memoria di ciò che è stato: è anche una risorsa per immaginare ciò che possiamo diventare. Per questo accogliamo con convinzione questo lavoro, frutto di studio, passione e competenza. Perché aiuta Udine a guardarsi meglio. E una città che sa guardarsi meglio è anche una città che sa progettare meglio il proprio domani.» Alberto Felice de Toni