Libri di Scarlini

Bibliografia di Scarlini: tutti i libri in vendita online editi da Sellerio Editore Palermo

Il Caravaggio rubato. Mito e cronaca di un furto libro
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LIBRO   9788838938382

Il Caravaggio rubato. Mito e cronaca di un furto Scarlini Luca   -  Sellerio Editore Palermo, 2018  -  Il Divano

«Non è mica vero che sono grezza e ruvida, spessa e non maneggevole, che sono tutta bozzi e fessure, che il colore si era crepato ben prima che invecchiassi, com'è naturale. Messer Caravaggio mi stendeva con quelle sue mani forti, cancellava una figura che c'era prima, distribuiva uno strato spesso di colore. Doveva fare in fretta: non c'era tempo. Una tartana lo aspettava al porto, il vento era propizio, c'erano altre tele da imprimere in città lontane di cui non conosco il nome. Mi suonavano dolci come promesse, ma potevano anche essere fonte di minacce».

€ 13.00 € 12.35
Bianco tenebra. Giacomo Serpotta, il giorno e la notte libro
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LIBRO   9788838936647

Bianco tenebra. Giacomo Serpotta, il giorno e la notte Scarlini Luca   -  Sellerio Editore Palermo, 2017  -  Il Divano

«Di bianco e oro sono le trame dei sogni di stucco, custoditi nei luoghi oscuri e riparati dalla pioggia e dal sole, perché le intemperie sono nemiche della materia. Bisogna salire scale e scenderne, entrare in vicoli stretti, in cui i panni schioccano al vento, per essere ricompensati dalla visione di creature ridenti e acrobatiche, che incorniciano fatti seri e drammatici, opere di fede e misericordia, battaglie di cristiani, turchi e pirati di Barberia, che alla marina si presentavano anche troppo spesso, nel Settecento, sulle coste di Sicilia, a predare persone, destinate alla schiavitù o alle complicate pratiche del riscatto».

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LIBRO   9788838927119

Il Caravaggio rubato. Mito e cronaca di un furto Scarlini Luca   -  Sellerio Editore Palermo, 2012  -  La Nuova Diagonale

Nella notte tra il 17 e 18 di ottobre del 1969 svaniva per sempre, rubata con inaudita semplicità, la "Natività" di Caravaggio, opera magnifica e tra le più importanti dell'ultimo periodo del Maestro, e l'unica dipinta durante l'incerto soggiorno del pittore a Palermo. Il quadro di grandi dimensioni copriva una parete del mistico e festoso Oratorio di San Lorenzo ed era incastonato nei "teatrini", che ornavano tutto il complesso, dell'altro sommo Giacomo Serpotta. Opera d'arte immensa, dunque, non solo il dipinto, ma nel complesso il luogo in cui si inseriva. Il danno del furto fu inestimabile. E riassunse agli occhi dell'opinione pubblica più civile un'immagine di violenza, di incuria ambientale, di negligenza delle autorità. Un'immagine simbolo dell'inerte decadenza in cui era stata irretita una città una volta orgogliosa. Di questa sorta di stupro alla città, Scarlini ricostruisce la cronaca per moltissimi aspetti controversa: non si è mai conosciuto l'esecutore e il mandante, mai si è chiarita la fine del quadro; tanto meno s'è individuato il movente dell'atto: se causato semplicemente da sete di guadagno o di possesso, oppure parte di una strategia più difficile da decifrare, di destabilizzazione se non di umiliazione inferta allo stato o volta a suggellare iconograficamente un dominio indicibile.

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