Libri di Scarpelli
Bibliografia di Scarpelli: tutti i libri in vendita online editi da Sellerio Editore Palermo
Cuore di mafioso Scarpelli Furio Scarpelli G. (Cur.) - Sellerio Editore Palermo, 2025 - La Memoria
Il vicecommissario Alberto Bandini, in procinto di essere distaccato alla dia di Catania, viene scambiato, in seguito a un disastroso incidente, per il nipote di un importante capofamiglia mafioso. Il nipote scambiato, cresciuto a Milano e mai incontrato prima, era atteso dal vecchio boss Saverio Sparaciano che intendeva inserirlo, grazie alle competenze acquisite al Nord, in un ambizioso progetto. Sicché Alberto viene ospitato nella casa-fortilizio della cosca e curato dalle gravi ferite. Dapprima terrorizzato, il vicecommissario intuisce l'opportunità che gli si offre e si arrischia ad agire da infiltrato. A poco a poco, entra nell'intimità della famiglia, apprende le gerarchie e i differenti caratteri, i riti domestici, e capisce che nella testa di Saverio Sparaciano si fa strada un piano in cui lui stesso, il presunto nipote, avrebbe un ruolo cardine. Sparaciano pensa di dire addio all'attività banditesca prevalente delle vecchie cosche - siamo nei violenti anni Novanta - per passare a una insinuante scalata: usare la mafia per impadronirsi della finanza e la finanza per impadronirsi della mafia. Ma questo potente mafioso è anche un uomo fragile e diviso, i suoi accoliti esseri spaesati cresciuti in un feroce isolamento; Alberto con il boss stringe abilmente un rapporto di crescente intimità fatto anche di psicologico affidamento. E denuda della mafia il lato assurdo, comico e grottesco. Postfazione di Giacomo Scarpelli.
Si ricorda di me, signor tenente? Scarpelli Furio - Sellerio Editore Palermo, 2023 - La Memoria
Una mattina qualunque di fine secolo, in una strada di Milano, Giulio Bontempi, «un vecchio decoroso», viene fermato da un signore esuberante, suo coetaneo, che grida entusiasta di essere stato suo commilitone sul fronte greco-albanese, 1941 e seguenti. «Nella notte della memoria» a Giulio sembra di intravedere un nome: «Bordoni Oscar!». È un momento, due Campari soda al bar e si trova rapito in una girandola di ricordi e richieste inevitabili. Un'intrusione duratura dentro la sua vita che lo strappa dalla routine. Ma chi è Bordoni Oscar, è veramente lui o un impostore, un simpatico scroccone, o è un truffatore? Questo a Giulio inconsciamente poco importa, finché il sedicente Oscar «gli restaura la memoria». Oppure, più che restaurarla, gliela costruisce? Così a poco a poco, oltre agli esborsi crescenti di denaro, oltre alle verità dimenticate, si fanno lentamente avanti anche verità che si preferirebbe lasciare sepolte per sempre: «la vergogna non si racconta». Quotidianità e inquietudine, fragilità e fame di vita, astuzia e pietà umana, spensieratezza e malinconia sono mescolate in questi personaggi e in questo intreccio. Furio Scarpelli, assieme ad Agenore Incrocci, ha firmato come Age&Scarpelli le più memorabili sceneggiature dell'epoca d'oro del cinema italiano. E nei suoi libri l'ammaliante realismo si congiunge alla commedia.
Amori nel fragore della metropoli Scarpelli Furio Scarpelli G. (Cur.) - Sellerio Editore Palermo, 2019 - La Memoria
Tutti ricordano i film di cui Furio Scarpelli (assieme al socio Age o da solo) è stato sceneggiatore. Molti dei migliori titoli della Commedia all'italiana e di quell'epoca in cui in questa confluiva il Neorealismo, da La Grande Guerra a L'armata Brancaleone, da I soliti ignoti a C'eravamo tanto amati a Il postino, portano la sua firma. A differenza di altri paesi, in Italia lo sceneggiatore è anche il più delle volte lo scrittore della storia si chiama «trattamento» - che diventerà pellicola. Dunque Scarpelli era naturalmente uno scrittore, ma era in più un narratore per vocazione e per scelta in racconti che non sarebbero stati destinati al cinema ma erano letteratura pura. Così è in questi tre racconti. Ivano, geometra nullafacente, tanto amato dalla madre e dalle sorelle e dalla concorrente fidanzata; Bastiano, il pescivendolo burino, buono e arricchito, che rivela una ferocia beffarda quando viene gabbato; Anna e i due compari balordi e suonati delle notti romane: sono tutti personaggi su cui istintivamente sovrapponiamo il volto degli attori che fecero grande il cinema italiano. Ma dopo un poco leggendo, dalla piega malinconica dalla sonda psicologica dall'attenzione verso le ironie della vita, capiamo che appartengono a un umorismo colto e popolare, sensibile socialmente e divertito, empatico verso i tipi umani e un po' pessimista, che affonda in una grande tradizione tutta letteraria.