Libri di Fabio Scotto

Bibliografia di Fabio Scotto: tutti i libri in vendita online editi da Nem

LIBRO   9788888903156

A riva Scotto Fabio   -  Nem, 2009  -  Lo Scrittoio

Al suo esordio narrativo, Fabio Scotto, una delle voci poetiche più accreditate della sua generazione, sceglie quale luogo d'elezione il lago, sulle cui rive ha vissuto fin dall'infanzia. Memore della lezione di Vittorio Sereni, Scotto qui unisce le doti del poeta a quelle dello scrittore. Tra poesia e racconto, queste pagine percorrono le rive di laghi diversi, da Varese a Gavirate, da Caldè a Luino, da Como a Lugano, ad Aix-les-Bains e Madison, con lo spirito trepidante di chi scopra, al trascolorare dell'adolescenza nell'età adulta, il valore e la bellezza di ogni essere e cosa, perfino la più piccola (una pozzanghera, un luccio ferito, un uccello trovato morto sul selciato...), per poi farsi struggente evocazione di presenze e amori nel cuore di una stagione, gli anni '70, che aveva visto i giovani incontrarsi, suonare, fondare radio libere e giornali studenteschi, condividere passioni civili e intellettuali, alla ricerca di un «senso comune» che oggi appare sopraffatto da un individualismo cinicamente bieco e qualunquista.

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LIBRO   9788888903385

La nudità del vestito Scotto Fabio   -  Nem, 2018  -  Lo Scrittoio

Fabio Scotto, ormai un sicuro e mai scontato punto di riferimento del pubblico della poesia, ci propone questa sua nuova opera "La nudità del vestito" con l'autorevolezza di un testo maturo, che parte, viaggia e ritorna ai fondamenti della poesia. E come ammette lo stesso autore, che incontra la catarsi dell'uomo aristotelico, quello che conta è la parola girovaga che sottrae a ogni vero o falso sembiante il puro spirito (l'aspetto o i lineamenti del volto: Tiresia, che mutò sembiante [Dante]), per donarsi alla poesia, vera protagonista di questo libro. Un finissimo linguaggio che tocca punte di lirismo altissimo senza nulla togliere alla linearità della prosa poetica. «E che la nudità del vestito non si copra di alcun vestito di per sé vano se nessun corpo gli dà vita, che diventi pagina bianca dove l'inchiostro tesse le sue misteriose trame...». Parole dell'autore che lasciano intendere che nulla di quella loro danza è affidato al caso, ma che in un tramestio di voci e di trasalimenti improvvisi, esse siano «auto da fè coram populo», un atto di fedeltà alle voci supreme della poesia, come quella di Yves Bonnefoy, tanto amato e tradotto da Fabio Scotto, che aleggia con il suo dàimon creativo e protettivo in tutta la sua spettacolare nudità sulla viva «carne del mondo».

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