Libri di Jorge Semprun
Bibliografia di Jorge Semprun: tutti i libri in vendita online editi da Passigli
La montagna bianca Semprún Jorge - Passigli, 2006
Storia di tre personaggi emblematici, delle loro ossessioni e dei loro amori, e romanzo corale in cui la storia europea degli ultimi decenni sembra avanzare al ritmo di una danza macabra, "La Montagna bianca" offre il quadro lucido e drammatico del fallimento delle utopie e al tempo stesso un'appassionante ricerca delle proprie origini e delle proprie più intime verità. E tuttavia il romanzo, svelando gli intrecci di amori tanto appassionati quanto infedeli, lascia anche vibrare un'aria più lieve in una sorta di minuetto galante, fra Madrid, Venezia, Praga, Zurigo, città magiche e incantevoli con le loro donne e i loro musei, mentre la vita segue il proprio corso, in un'alternanza di tragedia e commedia, di speranze e delusioni, di memoria e di oblio.
Vent'anni e un giorno Semprún Jorge - Passigli, 2005 - Passigli Narrativa
Quismondo, Toledo, 18 luglio 1956: nella sua proprietà, vent'anni dopo la fine della guerra civile, la famiglia Avendaño ha deciso di celebrare per l'ultima volta la cerimonia di espiazione con la quale, ad ogni anniversario, mette in scena l'uccisione del fratello minore da parte dei contadini in rivolta, avvenuta in quello stesso giorno del 1936. Tra gli invitati, un ispanista americano e un commissario della polizia politica, uniti dall'interesse di indagare sulla storia della famiglia, e soprattutto sulle relazioni segrete e morbose della bellissima ed enigmatica vedova dell'uomo assassinato e dei suoi familiari.
Male e modernità Semprún Jorge - Passigli, 2002 - Le Occasioni
Che la spinta degli uomini verso il male possa essere strettamente collegata con la loro difficile libertà e che non sia dunque il prodotto passeggero di circostanze storiche pur tragiche ma modificabili, questo è il coraggioso, quasi intollerabile assunto delle due conferenze di Jorge Semprún qui riunite; e intollerabile non solo nei confronti di una modernità che si vorrebbe rischiarata dai soli lumi della Ragione, ma anche, e soprattutto, nei confronti della "fisicità" stessa del male, perché qui la riflessione di Semprún si lega strettamente alla tragica esperienza del campo di concentramento, ai discorsi fatti con i compagni di quei giorni.