Libri di Aleichem Shalom

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Shalom Aleichem, che in ebraico significa «la pace sia con voi», è lo pseudonimo dello scrittore e drammaturgo ebreo Shalom Rabinowitz (1859-1916), tra i fondatori della letteratura yiddish e tra i suoi maggiori umoristi. Paragonato a Twain, Dickens e Gogol, nel suo peregrinare tra l’Ucraina, la Svizzera e gli Stati Uniti scrisse novelle, racconti satirici, romanzi, opere teatrali, monologhi e storie per ragazzi sulla vita quotidiana negli shtetl, le comunità ebraiche dell'Europa orientale destinate a essere spazzate via dal nazismo. Le opere di Aleichem sono state tradotte in molte lingue e rappresentate nei teatri. Il musical del 1964 Il violinista sul tetto, tratto dalle storie che hanno per protagonista Tevye il lattaio, è stata la prima pièce in lingua inglese sul mondo ebraico dell’Europa orientale ad avere un grandissimo successo.
Tewje il lattaio libro
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LIBRO   9788833934785

Tewje il lattaio Aleichem Shalom   -  Bollati Boringhieri, 2020  -  Varianti

Il romanzo dal quale fu tratto il film  "Il violinista sul tetto". "Tewje der Milchiker" fu pubblicato originariamente nel 1894. Attraverso i dialoghi e le citazioni bibliche sconclusionate che Tewje riversa a getto continuo, prende qui direttamente forma la vita della Shtetl, anche se quel mondo è già in sentore di declino. Devono ancora arrivare i peggiori pogrom, e ancora neppure si profila all'orizzonte la spazzata finale nazista, che cancellerà per sempre un'intera cultura, ma la modernità ha già iniziato a incrinare la vita degli ebrei dell'est. Aleichem percepisce la decadenza e la esemplifica profeticamente e magistralmente nei destini delle cinque figlie di Tewje, che rappresentano cinque destini diversi di quel mondo. La prima, Zeitel, rappresenta la fragile continuità, Hodel, la seconda, si sposa per amore con lo studente Pfefferl, del quale segue il destino quando verrà imprigionato come attivista comunista dalla polizia zarista; in questo matrimonio risuona l'eco della rivoluzione, alla quale molti ebrei si consacreranno. Chave scappa con Kvedike, un goi, un non ebreo; in un drammatico incontro con suo padre chiederà il suo perdono, ma non lo avrà: la via della conversione è imperdonabile, per Tewje come per Sholem Aleichem. Sprinze si innamora di Aronshik, industriale ebreo integrato nel sistema dei gentili, ma la famiglia rifiuta di mescolarsi con il misero mondo di Tewje e Sprinze si ucciderà gettandosi nel fiume; lo scontro tra i poveri ebrei della Shtetl e la nascente borghesia ebraica di città è tutto in quel suicidio. Beilke, infine, sposa senza amarlo il ricco imprenditore edile Pedozour, solo per ottenere il denaro necessario al vecchio e stanco Tewje per pagare il biglietto del vapore che da Odessa lo condurrà in Terra Santa, in un moto di sionismo a sua volta profetico.

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