Libri di Si
Bibliografia di Si: tutti i libri in vendita online editi da Orme Editori
I sette peccati capitali del cervello Sitskoorn Margriet - Orme Editori, 2012 - Il Cannocchiale
Si può peccare in im'infinità di modi. C'è chi per avidità porta gli altri alla rovina, chi si abbandona all'ira, alienandosi da se stesso e dalla società, e poi ci sono coloro che non sanno resistere alle tentazioni del cioccolato o del sesso, e in tal modo rovinano il loro corpo o le relazioni affettive. E nonostante ognuno di noi pecchi in forme e modi diversi, di una cosa possiamo essere sicuri: esiste una serie di peccati che ha resistito all'usura del tempo. Molto è stato scritto, e si continua a scrivere, sui sette peccati capitali: avarizia, lussuria, invidia, superbia, gola, ira e accidia. Dai filosofi ai teologi, dagli psicologi agli scrittori, dai pittori ai cineasti, sono in tanti a occuparsi ormai da secoli di questi temi. Poco invece è stato scritto sul rapporto tra essi e il cervello. Margriet Sitskoorn, docente di Neuropsicologia clinica all'Università di Tilburg, colma questo vuoto con un libro scientificamente rigoroso e dal carattere divulgativo che ha ottenuto un grande successo di vendite in Olanda ed è in corso di traduzione in molti paesi. L'autrice ci guida in un viaggio davvero affascinante alla scoperta dei meccanismi che ancorano saldamente i peccati al nostro cervello e del modo in cui essi ci guidano, ci fanno inciampare, cadere e perseverare; di come ci spingano a comportamenti asociali eppure abbiano in sé qualcosa di sociale, di come siano legati al dolore e al piacere, del modo in cui trovano manifestazione, vengono repressi e adeguati.
La cucina piacentina. Storia e ricette Sinigaglia Andrea Marini Marino - Orme Editori, 2015 - Tarka
La cucina piacentina è cucina ricca e antica. Sono secoli che a Piacenza si mangiano cose buone, come quel "tortello del Petrarca" offerto al grande poeta nel 1351. Il cardinale Alberoni, alla corte di Spagna, se ne faceva un vanto, e spesso omaggiava i nobili con i prodotti della sua terra di origine. La corte di Maria Luigia porta una ventata di freschezza e i suoi pasticceri fanno conoscere ai piacentini le loro specialità come i chìfàr, ancor oggi nella colazione di tanti cittadini. C'è la bomba di riso, dove il giovane piccione della colombaia finiva la sua carriera, i pesci del Po che da "Cattivelli" finiscono in fritture croccanti, quegli gnocchetti tirati a mano detti pùarèi che, accompagnati ai fagioli, si trasformano in una zuppa energetica, le mezze maniche di frate ripiene che ti conciliano con i tuoi peccati, almeno a tavola. Ci sono i piatti di tante feste che, iniziate con "burtlèina" e salumi, continuate con i tortelli con la coda, la polenta e lo stracotto, finivano in gloria con la torta di fichi di Albarola. Il tutto innaffiato con i generosi vini delle valli piacentine.