Libri di Bartolomeo Smaldone
Bibliografia di Bartolomeo Smaldone: tutti i libri in vendita online editi da Gelsorosso
Se i tuoi occhi un giorno Smaldone Bartolomeo - Gelsorosso, 2012 - Cardi
"È vero che ci sono degli amori che ci marchiano per sempre, ai quali non riusciamo a sottrarci, anche quando crediamo di averli anestetizzati. Sentimenti irripetibili, il più delle volte incompiuti; o meglio, ineguagliabili, proprio perché irrealizzati, ché se avessero esaurito tutta la loro vitalità, avrebbero corso il rischio di smentire se stessi, e si sarebbero ridotti alla stregua di migliaia di altri amori dolorosi, sfiniti, umiliati. Quelli che hanno avuto il coraggio di andare fino in fondo e hanno corso il rischio di perdere tutto, e spesso è accaduto che si perdesse tutto. Eppure, nei giorni malinconici, nelle letture di alcuni romanzi, nell'ascolto di certe canzoni, sono gli amori incompiuti a restituirci lo splendore di certi sentimenti; la ragione stessa dell'amare. A farci sentire, ancora una volta, inesorabilmente vivi".
Atomi Smaldone Bartolomeo - Gelsorosso, 2011 - Caprifogli Bisegni
"Si notano subito quelle scritture poetiche non alimentate soltanto da modelli e confronti letterari, verso i quali - anzi - esibiscono prese di distanza qua e là ironiche, come segno di riconoscimento di una poiesis disinvoltamente moderna. La proposta testuale di Smaldone può rientrare in questa fattispecie di scrittura per diverse ragioni che, complessivamente, la collocano ben al di fuori del côté "alto" o del monolinguismo lirico che dominano tutt'ora il panorama poetico contemporaneo. Non gli si può dare del "nipotino", insomma, a questo autore - attivo frequentatore di blog e affini - perché quello che più gli preme non è l'iscrizione a qualche scuola letteraria, né la ricerca di patenti di appartenenza, bensì la possibilità di scorrazzare in lungo e in largo, da freelance, nei territori mentali aperti, liberi e mossi come quelli murgiani in cui egli ha avuto modo di forgiare la sua svelta e sveglia macchina percettiva e nel cui aperto orizzonte intinge spesso la penna." Lino Angiuli