Libri di Sozzi

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LIBRO   9788866661290

Cultura e potere. L'impegno dei letterati da Voltaire a Sartre al dibattito novecentesco Sozzi Lionello   -  Guida, 2012  -  Passaggi E Percorsi

Quale il ruolo dell'intellettuale? Quale la sua identità, il profilo che egli traccia di se stesso? Le risposte, oggi, sono rese difficili, ben più che in passato, da diversi fattori: i problemi socio-economici non solo richiedono una competenza specifica ma sono anche divenuti complessi e conflittuali; la crisi delle ideologie si è tradotta in un ventaglio variegato di scelte possibili, non riconducibili a facili bipolarità; gli strumenti mediatici invadono spazi molteplici e finiscono col costituire un potere che si aggiunge a quelli che in passato erano più chiaramente identificabili, esercitando una pressione inaudita sulla formazione dell'opinione, anch'essa definibile come "potere", più o meno occulto. Per far chiarezza, i saggi qui raccolti si propongono di illustrare come il problema sia stato visto nei tre secoli che ci hanno preceduti, dall'illuminismo al romanticismo, al decadentismo, alla belle époque, fino al Novecento con le sue contraddizioni. Vi si incontrano proposte e opinioni diverse: la soluzione mecenatesca, da Voltaire a D'Alembert, la proposta della possibile collaborazione con un potere democratico (Constant), l'idea della doppia anima del letterato e del poeta visto come uomo delle utopie (Hugo), oppure si torna all'idea e alla pratica di un combattivo impegno in difesa della verità e contro ogni pregiudizio (Zola, poi Rolland, poi Camus). Dagli aspri conflitti ideologici del secolo scorso si è usciti grazie a proposte equilibrate e ancora oggi condivisibili.

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LIBRO   9788868661205

Gli intellettuali e la formazione dell'opinione. Cultura e potere nell'eredità dei Lumi Sozzi Lionello   -  Guida, 2017  -  Passaggi E Percorsi

L'uomo di cultura ha un compito ben preciso, quello di invitare il pubblico cui intende rivolgersi ad un costante sforzo critico, ad un'assidua riflessione, alla volontà di rifuggire, in particolare, non dai "miti", che costituiscono pur sempre una dimensione culturale e simbolica di grande valore e vantaggiosa ricchezza, ma dalle idee mitiche, cioè dai pregiudizi, da un pensiero che a volte riflette le mode e i condizionamenti del potere. In questa disanima dei rapporti tra intellettuali e potere, che inizia già con Virgilio e trova il più fertile terreno nel Settecento, non mancano ovviamente i casi dei letterati che, per rimanere fedeli alla loro indipendenza, hanno vissuto nella miseria. "La disgrazia del letterato è d'esser giudicato dagli sciocchi; di vivere", precisa Chamfort, "in un secolo che perseguita il genio perché teme la luce, perché sa che il talento sarà in grado con razionali e ragionevoli argomenti di demolire le opinioni correnti e formarne di nuove e di più veritiere".

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