Libri di Donato Sperduto
Bibliografia di Donato Sperduto: tutti i libri in vendita online editi da Aracne
Il divenire dell'eterno. Su Emanuele Severino (e Dante) Sperduto Donato - Aracne, 2012 -
Il libro analizza e discute gli aspetti centrali del pensiero di Emanuele Severino quali il nichilismo dell'Occidente, l'eternità dell'essere e l'apparire e lo scomparire dell'eterno. Da una parte si considera criticamente l'interpretazione severiniana degli scritti di Parmenide, Empedocle, Platone ed Eschilo; dall'altra si "dialoga" con Leonardo Messinese, uno dei più importanti critici severiniani, che tenta una mediazione tra Severino e il suo maestro Bontadini. Inoltre si prende in considerazione l'immortalità dell'anima in Dante e il rapporto tra ragione e fede, anch'esso scandagliato negli scritti di Severino. Infine sono messi in risalto gli aspetti che accomunano il pensiero severiniano alla "modernità liquida" sviluppata approfonditamente da Zygmunt Bauman.
Armonie lontane. Ariosto, Croce, D'Annunzio, Pavese, Carlo Levi e Scotellaro Sperduto Donato - Aracne, 2013 -
La luce che questo libro intende fare sugli scrittori italiani presi in considerazione dovrebbe indurre i critici letterari a "superare" finalmente (come fece Benedetto Croce con Ludovico Ariosto) obsoleti pregiudizi e schemi interpretativi impedenti una fruizione sufficientemente approfondita e completa delle tematiche care a Gabriele d'Annunzio, Cesare Pavese, Carlo Levi e Rocco Scotellaro: ad esempio la discesa agli Inferi, il mondo dei Padri, il confino, la lontananza. In tal modo, se ne coglierebbe l'unità nella diversità: pur nella lontananza dei rispettivi intenti, negli autori analizzati trapela un forte anelito verso l'armonia. Inoltre, questo libro mette l'accento sull'ultimo e molto importante scritto di Levi: "Quaderno a cancelli".
Maestri futili? Gabriele D'Annunzio, Carlo Levi, Cesare Pavese, Emanuele Severino Sperduto Donato - Aracne, 2009 -
"Maestri futili?" si propone di evidenziare la centralità dell'opera di Gabriele d'Annunzio, Carlo Levi, Cesare Pavese ed Emanuele Severino nel panorama culturale italiano del Novecento e contemporaneo. Occupandosi di alcuni importanti scritti in prosa ed in poesia del Vate e di Carlo Levi, Sperduto mette in risalto la sorprendente vicinaza-lontananza che li contraddistingue - e che coinvolge anche G. Leopardi. Inoltre, scandagliando i temi principali del pensiero severiniano, si appura che essi possono a loro volta essere accostati alle riflessioni leviane in merito al concetto ambiguo di "futilità". E proprio la tematica della futilità ha assillato Cesare Pavese che, dicendo addio alla futilità della vita, ha in tal modo rinunciato all'unica ancora di salvezza a lui disponibile. Questo libro vuole essere un invito a lasciarsi guidare dalla "futilità" di quattro grandi maestri italiani che, per usare un'espressione platonica, andrebbero considerati al contempo venerandi e terribili.