Libri di Pierfrancesco Stagi
Bibliografia di Pierfrancesco Stagi: tutti i libri in vendita online editi da Mimesis
Storia della filosofia della religione contemporanea Stagi Pierfrancesco - Mimesis, 2019 - Filosofie
Il volume presentato è la storia della filosofia della religione contemporanea dal 1904 a oggi. I principali autori che sono stati discussi sono: Weber, Durkheim, Lévy-Bruhl, Heidegger, Geertz, Berger, Casanova, Taylor, Boeckenfoerde, Habermas, Ratzinger, Assmann. Ampia bibliografia sul tema. L'idea di questo volume nasce dalla consapevolezza che dalla fine dell'Ottocento a oggi la religione abbia perso il suo carattere interiore e individuale a seguito della secolarizzazione, per diventare un magazzino di idee e simboli in grado di influenzare nel bene e nel male le moderne società postindustriali. La religione è divenuta quindi un elemento imprescindibile nella discussione sulle società contemporanee, e se da una parte queste ultime si rendono sempre più estranee alla pratica religiosa, dall'altra le religioni si riprendono con violenza il centro della scena pubblica.
Di dio e dell'essere. Un secolo di Heidegger Stagi Pierfrancesco - Mimesis, 2013 - Filosofie
Di dio e dell'essere. Un secolo di Heidegger - Mimesis
Nietzsche, Heidegger e il comunismo in Gianni Vattimo Stagi Pierfrancesco - Mimesis, 2026 - Filosofie
"Sono cristiano e quindi comunista", dichiarò Vattimo in un'intervista del 2013. E in quella espressione era condensata gran parte del percorso del suo pensiero. Educato nel cattolicesimo sociale piemontese, negli anni '60 e '70 aderì alla "Nuova Sinistra", fino a diventare il teorico del superamento della fase calda del conflitto sociale attraverso la proposta di un pensiero antifondazionalista, nietzscheano e heideggeriano, che sapesse portare alle estreme conseguenze le istanze di emancipazione. Il comunismo per Vattimo - "la costante cattocomunista" - non aveva l'aspetto antireligioso del marxismo classico e "partitico", al contrario egli scoprì nell'autonomia comunista un'istanza di liberazione ontologica ed esistenziale, radicalmente comunitaria e anarchica, in cui l'individuo ricrea artisticamente, sul modello delle avanguardie novecentesche, il proprio mondo "liberato", senza l'ansia dell'attesa marxista, scientifica e necessaria, di un avvenire dialetticamente "realizzato", ma facendosi lui stesso nietzscheanamente portavoce non tanto di una liberazione dal simbolico, che in modo reattivo si lascia alle spalle il cristianesimo e il suo universo di simboli, quanto di una liberazione del simbolico, delle potenzialità di emancipazione sociale, politica ed economica che provengono dalla tradizione ebraico-cristiana e dalle sue tracce; è il potere messianico dell'utopia di Benjamin.