Libri di Cur Stamboulis
Bibliografia di Cur Stamboulis: tutti i libri in vendita online editi da Skira
Khalid Albaih. La stagione della migrazione a Nord Stamboulis E. (Cur.) - Skira, 2024 - Cataloghi Arte Contemporanea
Khalid Albaih è un disegnatore, curatore, attivista e intellettuale di origine sudanese, cresciuto come membro della diaspora sudanese a Doha, in Qatar, e attualmente esule a Oslo. Il titolo del volume che accompagna la prima personale italiana di Khalid Albaih è lo stesso del romanzo di Tayeb Salih La stagione della migrazione a Nord, testo fondamentale per la cultura postcoloniale. Il titolo ben si adatta anche all'operare e al destino individuale di Albaih, che rappresenta per l'arte politica africana ciò che Salih è stato per la letteratura: un potente portavoce di un messaggio di spiazzante umanità. La pratica artistica di Albaih si radica nel disegno e si traduce in una vasta produzione caratterizzata da un forte senso di immediatezza. L'artista ha individuato come canale privilegiato la rete internet, dove ha intensificato la sua presenza con l'inizio della Primavera Araba. I suoi disegni digitali sono diventati presto virali e la sua pagina Facebook, Khartoon! (un gioco di parole tra "cartoon" e Khartum, la capitale del Sudan), ha guadagnato rapidamente popolarità. Khalid Albaih ha creato e utilizzato le sue illustrazioni come sintesi visive di questioni aperte e urgenti. Il suo lavoro è stato premiato con riconoscimenti internazionali, tra cui il Creativity Pioneers Award della Moleskine Foundation nel 2023, ed esposto in importanti mostre personali e collettive, come documenta 15 a Kassel nel 2022.
La Cina non è vicina. Badiucao. Opere di un artista dissidente Stamboulis E. (Cur.) - Skira, 2021 - Cataloghi Arte Contemporanea
Dagli esordi alle opere più recenti, la carriera dell'artistaattivista cinese in occasione della prima personale a lui dedicata Badiucao è lo pseudonimo dell'artista-attivista cinese noto per la sua arte di protesta e attualmente operante in esilio in Australia. L'artista, spesso conosciuto come il Banksy cinese, si è affermato sul palcoscenico internazionale grazie ai social media, con i quali diffonde la propria arte in tutto il mondo (il suo account twitter @badiucao è seguito da più 80 mila persone) e sfida costantemente il governo e la censura cinese. Grazie al suo blog, ai social media e a campagne di comunicazione organizzate, Badiucao dall'Australia ha portato avanti la propria attività di resistenza, diventando l'unico canale non filtrato dal controllo governativo capace di trasmettere i racconti dei cittadini di Wuhan durante il lockdown del 2020. Nel 2020 gli è stato conferito dalla Human Rights Foundation il Premio Václav Havel Prize for Creative Dissent, destinato ad artisti che creativamente denunciano gli inganni delle dittature. Pubblicato in occasione della prima mostra personale dedicata a questo poliedrico autore capace di lavorare con differenti mezzi artistici, "La Cina non è vicina" presenta una selezione di oltre settanta opere dagli esordi ai lavori più recenti - comprendenti installazioni, video, stampe ad alta definizione, poster - suddivise in cinque sezioni.
Zehra Dogan. Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche. Ediz. a colori Stamboulis E. (Cur.) - Skira, 2019 - Cataloghi
È nell'uso del plurale, in quel verbo avremo, che ci coinvolge tutti, che consiste la chiave interpretativa della pratica artistica della giovane artista e giornalista curda del sudest della Turchia. La potenza immaginifica della sua mano è il risultato della riflessione e della relazione di una specifica collettività, quella delle donne detenute con Zehra nelle prigioni di Mardin, Diyarbakir, Tarso. Due anni e nove mesi di prigione per un disegno su Twitter e una lettera di una bambina di dieci anni pubblicata: questo periodo è diventato l'occasione per mostrare che la resistenza che passa attraverso l'arte non si può ingabbiare. Sostenuta da artisti come Banksy e Ai Weiwei durante la detenzione, ha affrontato con cocciutaggine e inesauribile ottimismo insieme alle altre la prigionia. L'ha guidata la fede nella potenza liberatoria e nella possibilità di cambiamento positivo dell'arte. "Non devi voltare le spalle alle fonti che ti nutrono. Sono nata in Curdistan. Sono cresciuta e mi sono formata con i disegni del Curdistan, e queste ricchezze hanno dato senso alla realtà. Sì, le ingiustizie e i massacri in cui viviamo sono una terribile disgrazia, ma abbiamo anche meravigliose opportunità [...]. Può essere considerato quasi un lusso. Questo deve essere ben compreso e ben interpretato. Voltare le spalle a questa realtà sarebbe un grande errore". Fedele alla sua terra, è costretta oggi a un auto esilio che non ferma però il suo pennello.