Libri di Stazio

Bibliografia di Stazio: tutti i libri in vendita online editi da Franco Angeli

Editore da sempre attento al mondo universitario e al ruolo dell’Università nella società, Franco Angeli nasce alle soglie del “miracolo economico” degli anni ’60, periodo nel quale la cultura di impresa è pervasa da arretratezza sia nel mondo universitario, sia nella pratica delle piccole e medie imprese. 
A questo scopo Franco Angeli vuole creare una forma di  editoria aziendale, la prima nel panorama italiano. Il catalogo, da sempre, intende offrire gli strumenti necessari alla conoscenza di nuovi modelli e alla formazione e aggiornamento dei nuovi quadri. Con questa idea, l’editore Franco Angeli ha assunto posizione di leadership in questo specifico argomento, costruendo un catalogo di oltre 1.000 titoli e che porta decine di novità annuali. 
Tantissimi titoli dedicati ai metodi di gestione e funzioni del sistema azienda:  marketing, produzione, finanza  e gestione del personale,  logistica  e approvvigionamenti. Decine di manuali di autoformazione su tutte le abilità manageriali, che hanno consacrato  Franco Angeli  come editore professionale di management
Altra area piuttosto corposa a cui si dedica la casa editrice è quella che ruota attorno alla pubblicazione di testi di ricerca e di approfondimento in una serie di discipline universitarie. Collane dedicate alle ricerche di economia, ma anche psicologia, sociologia, antropologia, pedagogia, storia, filosofia, architettura, urbanistica, informatica e diritto del lavoro. FrancoAngeli rappresenta oggi un punto di riferimento: la più grande biblioteca specializzata del nostro paese. 

LIBRO   9788856847024

L'essenziale è invisibile agli occhi. I pubblici e il loro lavoro nell'economia della cultura Stazio Marialuisa   -  Franco Angeli, 2012  -  Scienze Della Comunicazione. Saggi

"L'essenziale è invisibile agli occhi" - nel libro di Saint-Exupéry il "segreto" che la volpe rivela al Piccolo Principe - allude nel titolo agli essenziali e invisibili investimenti - di tempo, di attenzione, interpretativi, affettivi - che sostanziano i processi di cooperazione dei pubblici alla valorizzazione delle merci e dei prodotti culturali. Il volume parte dall'accumulazione storica dei significati della parola pubblico - che si stratificano parallelamente alla progressiva strutturazione di un sistema di produzione/consumo culturale - e inizia a fare il punto sulla letteratura che si occupa dei pubblici, rivisitando tanto le posizioni teoriche fondate sulla passività del pubblico-massa quanto quelle che mettono in primo piano le diverse forme di audience activity. Vengono, quindi, forniti exempla di produzione del valore nei processi comunicativi e attraverso dispositivi sociali e comunicativi partecipativi di creazione, circolazione, condivisione, trasmissione culturale (dal "domestico" salotto ai social network), a partire dall'inusuale fenomeno comunicativo della "canzone napoletana" fin de siècle, dove essenziale e ben evidente era il lavoro dei pubblici nel coprodurre la merce culturale. Divenuto, come scrive Jenkins, "silenzioso e invisibile" nella comunicazione broadcasting, tale lavoro torna "rumoroso e pubblico" nell'ultimo decennio.

€ 35.00
LIBRO   9788846492449

Blindspot. Punti ciechi e punti di vista sull'industria culturale Stazio Marialuisa   -  Franco Angeli, 2008  -  Scienze Della Comunicazione. Ricerche

"Communications. Blindspot of Western Marxism" è il titolo di un articolo pubblicato nel 1977 sul Canadian Journal of Political and Social Theory da Dallas W. Smythe, pioniere dell'economia politica della comunicazione negli USA e poi in Canada. Smythe accusa i colleghi di concentrarsi sulle problematiche relative all'ideologia, rimanendo "ciechi" sulle logiche economiche della radio e della televisione commerciali. Di qui, l'Autore coglie lo spunto per confrontare, ripercorrendo la storia della ricerca comunicativa dagli anni Sessanta in poi, due visioni critiche che si concentrano entrambe sul lavoro di consumo: come produzione di senso e come produzione di valore. La nozione di industria culturale, fondata da Horkheimer e Adorno nel 1947 con l'enfatizzazione delle sinergie e interdipendenze reciproche fra diversi segmenti produttivi e la produzione culturale, e l'osservazione dei flussi di denaro e di senso che la nutrono e organizzano come sistema, viene così arricchita dei contributi dell'economia politica della comunicazione e della teoria delle industrie culturali. Inoltre, ripercorrendo la storia e l'intreccio dei diversi punti di vista, il libro propone di ricomporre il sistema complesso industria culturale avvalendosi anche dei contributi dei Cultural Studies e degli Audience Studies.

€ 27.50