Libri di Nardini Stefania
Bibliografia di Nardini Stefania: tutti i libri in vendita online editi da Tullio Pironti
Stefania Nardini, giornalista e scrittrice è romana e vive tra Marsiglia e Roma. È autrice di Roma nascosta (Newton Compton, 1984); del romanzo Matrioska, storia di una cameriera clandestina che insegnava letteratura (Pironti, 2001), pubblicato anche in Ucraina nel 2007; del noir Gli scheletri di via Duomo (Pironti, 2008), ambientato a Napoli negli anni settanta. Per E/O ha pubblicato nel 2013 Alcazar, ultimo spettacolo (collana Sabot Age), nel 2015 la nuova edizione di Jean Claude Izzo. Storia di un marsigliese edita nel 2010 da PerdisaPop e riproposta in Francia dalle Editions des Federers nel 2020. Ha navigato per tre anni da Cipro a Tangeri in barca a vela con la spedizione culturale Progetto Mediterranea www.progettomediterranea.com.
Matrioska Nardini Stefania - Tullio Pironti, 2001
Matrioska - Tullio Pironti
Gli scheletri di via Duomo Nardini Stefania - Tullio Pironti, 2008
"Questo è un libro delizioso per tre motivi. Il primo motivo, naturalmente, si identifica con il "giallo" intrinseco del racconto di Stefania Nardini: la storia che il protagonista, un cronista di "nera" del "Mattino" di parecchi anni fa, racconta con infernale abilità, a pezzi e bocconi, arrivando alla rivelazione della verità soltanto nelle ultimissime righe del romanzo ma attraverso una serie incessante di indagini, di illazioni, di cantonate, di intuizioni, di scoperte che sembrano dover culminare in una colossale delusione e che invece, quasi casualmente o se preferite miracolosamente, si traducono nella convincente ricostruzione finale di un duplice delitto che sta dietro al ritrovamento dei famosi "scheletri di via Duomo", una grande strada napoletana, non a caso vicinissima a quella ancora più famosa, anzi famigerata, che è Forcella. Ma è il terzo motivo che rende il libro delizioso: la scrittura. Stefania scrive con la dinamite e impagina a modo suo, strapazzando il periodo ma esaltando la sintassi e la lingua, anche se questo suo racconto sembra tradotto dal dialetto napoletano." (dalla Prefazione di Antonio Ghirelli)