Libri di Matteo Strukul
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788866887188 Il sangue dei baroni
Nessuna resa mai. La strada, il rock e la poesia di Massimo Priviero Strukul Matteo - Meridiano Zero, 2010 - Mappe Musicali
"Ho visto il futuro del rock italiano e il suo nome è Massimo Priviero". Era questa la frase che, parafrasando quello che Jon Landau aveva detto quindici anni prima per definire l'astro nascente del rock Bruce Springsteen, campeggiava sulle centinaia di manifesti che tappezzavano la Milano di fine anni Ottanta. In quei giorni la Warner Bros lanciò nell'iperspazio un giovane rocker della provincia veneta che si era trovato al centro dell'universo musicale italiano al momento giusto. Due dischi di grande successo, il secondo prodotto da Steven Van Zandt (chitarrista della E Street Band di Springsteen) e il sogno era diventato realtà. E poi i riflettori improvvisamente si spensero. Per Massimo cominciò un esilio, fatto di fatica e rincorse e una carriera in trincea trascorsa a riprendere lo spazio perduto, un centimetro alla volta. Ma la credibilità non venne meno, la qualità degli album crebbe in modo esponenziale, la poesia dei testi arricchì melodie efficaci e dal 2000 Priviero tornò alla luce. La sua reinterpretazione di Ciao amore ciao di Luigi Tenco e l'album Dolce resistenza, premiato da risultati importanti, gli valsero riconoscimenti e successo di critica e pubblico, consacrati nel recente Sulla strada, uscito per Universal, albo antologico che da solo vale una carriera. In un libro che è una confessione a cuore aperto, il rocker italiano rivela a Matteo Strukul uno dopo l'altro i capitoli di un'incredibile avventura artistica.
Il cavaliere elettrico. Viaggio romantico nella musica di Massimo Bubola Strukul Matteo - Meridiano Zero, 2008
Massimo Bubola è una figura centrale nella canzone d'autore italiana. Negli oltre trent'anni della sua carriera ha composto diciannove album (compresi compilation e live) e scritto più di trecento brani. Già alla fine degli anni 70 Bubola trasfonde nelle sue canzoni la potenza del linguaggio del rock, senza rinunciare a una poetica che si abbevera alla tradizione della musica popolare e della canzone d'autore italiana. Miscelando questi elementi, arriva a maturare una formula musicale ricca di suggestioni letterarie che è stata definita 'rock d'autore'. Non a caso è proprio al sodalizio con Bubola che si devono i due album del periodo folk rock di Fabrizio De Andrè: Rimini e L'indiano. Ma l'autore veronese continua a sviluppare un percorso personale, che porterà alla creazione di un'epica musicale attraverso i ritratti di personaggi storici come Giuseppe Garibaldi, Dino Campana, Tina Modotti, o con la moderna rivisitazione della latinitas di Eulario & Niso. Questa epopea rock, figlia delle tradizioni italiane, nulla ha da invidiare a quella a stelle e strisce di Bob Dylan e suggerisce in ambito musicale le medesime istanze che costituiscono la spina dorsale della New Italian Epic di oggi. Per questo Matteo Strukul, critico musicale fra i più attenti e preparati della nuova generazione, ha deciso di raccogliere la testimonianza di Massimo Bubola: per porre in luce i guizzi e le riflessioni, la letteratura e l'istinto rock che caratterizzano l'intera sua opera.