Libri di Niccol Tancredi
Bibliografia di Niccol Tancredi: tutti i libri in vendita online editi da Aletti Editore
Le trobate Tancredi Niccolò - Aletti Editore, 2026 - I Diamanti
"Le Trobate" di Niccolò Tancredi è una raccolta poetica che si muove tra echi antichi e urgenze contemporanee, dove la lingua si fa corpo vivo, attraversata da desiderio, devozione e vertigine. In questi versi, l'Amore - ora terreno, ora divino - torna a farsi forza originaria e misteriosa, capace di elevare e ferire, di incendiare il cuore e di condurlo verso una tensione quasi mistica. La voce poetica, sospesa tra reminiscenze stilnoviste e accensioni visionarie, costruisce un mondo in cui la donna è insieme creatura reale e figura sacra, presenza luminosa e inafferrabile. Tra invocazioni, visioni marine, ardori giovanili e slanci spirituali, Tancredi compone un canzoniere frammentato ma coerente, dove ogni testo è una variazione sul tema eterno dell'Amore come principio universale, forza creatrice e destino umano. "Le Trobate" è un viaggio lirico che richiama la tradizione per reinventarla, restituendo al lettore una lingua densa, musicale e profondamente incarnata - capace di parlare, ancora oggi, al cuore inquieto di chi cerca nel desiderio una forma di verità.
Il Cantico del Signore. Canticvus Domini Tancredi Niccolò - Aletti Editore, 2025 - I Diamanti
"Come scriveva Simone Weil nel suggestivo volume "Attesa di Dio": "Soltanto il riconoscimento dell'incarnazione può salvare l'uomo dall'idolatria", questa citazione spiega compiutamente il senso di questa originale opera che celebra la presenza reale e concreta del divino nella povertà, nella carne e nella croce. "Canticvs Domini" è un'opera che si impone fin dalle prime righe per la sua forza liturgica e la sua essenzialità. Composto da Niccolò Tancredi, il testo si presenta come un cantico devoto, un'invocazione sacra che affonda le radici nella tradizione cristiana più profonda, ma che non ha paura di parlare il linguaggio del presente. La struttura del testo è insieme rigorosa e poetica: ogni strofa si apre con la formula latina "Benedictus qui venit in nomine Domini", seguita da una traduzione italiana che, lungi dall'essere semplice trasposizione, assume il valore di interpretazione viva e pulsante. L'autore sceglie di alternare latino e italiano per creare un ritmo liturgico che richiama i salmi, le antifone, le preghiere collettive. Ma lo fa con un tratto distintivo: l'uso voluto della lettera "k" al posto del consueto "ch" in italiano, scelta che rompe la consuetudine, destabilizza l'occhio, e costringe chi legge a restare vigile, attento. Un piccolo scarto grafico che diventa segnale di qualcosa di più: una volontà di incarnare il sacro nel presente, senza smussarne l'alterità".(dalla prefazione di Giuseppe Aletti)