Libri di Tedesco
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Giuseppe Sergi e «la morale fondata sulla scienza». Degenerazione e perfezionamento razziale nel fondatore del Comitato italianao per gli studi di eugenica Tedesco Luca - Unicopli, 2012 - Storia Sociale Dell'educazione
Studioso di una pluralità di discipline nella seconda metà dell'Ottocento, Sergi, tra i massimi antropologi positivisti tra Otto e Novecento e fondatore del movimento eugenetico italiano, le pose al servizio di una rifondazione razionale della società la cui integrità psico-fisica doveva essere salvaguardata attraverso un progetto di perfezionamento razziale e l'espunzione di ogni dimensione metafisica, segnatamente religiosa, che la società minacciava non meno della degenerazione biologica della razza. Se la drasticità delle misure prospettate da Sergi nei confronti dei 'tarati' irrecuperabili non fu accolta da quella latina nostrana, l'enfatizzazione sergiana della validità della profilassi fisica e morale, della medicina sociale preventiva, dell'assistenza materno-infantile e dell'educazione per i sani e per i deviati recuperabili sarebbe stata condivisa dalla nostra classe politica e medica, incline perlopiù ad accogliere il modello 'ambientalista-lamarckiano' piuttosto che quello 'determinista-mendeliano'. Il 'socio-ambientalismo' sergiano, così, avrebbe improntato nel nostro Paese il discorso sul perfezionamento razziale perlomeno fino agli anni Trenta del Novecento.
«Col solo lume della ragione e dell'esperienza». Gli atti del Congresso internazionale di Roma del Libero Pensiero del 1904 Tedesco L. (Cur.) - Unicopli, 2013 - Storia Sociale Dell'educazione
Ancora oggi si presenta lacunosa la storiografia italiana sul movimento politico-culturale del Libero Pensiero, che, come è stato osservato da Verucci, del vario universo laico fu "storicamente la corrente più radicalmente e aggressivamente anticlericale". Il lavoro che qui si presenta al lettore si propone di introdurre alla lettura degli atti del Congresso di Roma del 1904 del Libero Pensiero Internazionale. Tale appuntamento è stato riconosciuto come uno dei momenti più alti del movimento del Libero Pensiero e più in generale dell'anticlericalismo europeo prima della Grande Guerra. Il congresso del 1904, infatti, merita a nostro avviso di essere ricordato sotto diversi aspetti: uno culturale, in quanto esso costituì un'occasione in cui fecero mostra di sé i vari anticlericalismi nazionali; uno istituzionale, in quanto in quell'appuntamento furono formulati i principi cui avrebbero dovuto ispirarsi i rapporti tra Stato e Chiesa; uno politico, in quanto quelle assise definirono una piattaforma che i vari partiti che facevano proprie le istanze anticlericali avrebbero dovuto inserire nelle diverse agende nazionali.